Cultura e tempo libero / Mostre

Commenta Stampa

"Tramuto in arte le mie emozioni e i miei sogni"

L'arte di Sonia Catalogna, quando la pittura diventa poesia

Il sogno: "Vivere senza rimpianti"

L'arte di Sonia Catalogna, quando la pittura diventa poesia
21/03/2012, 19:03

Sonia Catalogna, astro nascente del panorama artistico italiano. Classe 1980, vive e lavora a Roma. Pittrice, docente di disegno e pittura e curatrice della direzione artistica delle arti figurative del Defarg_ass.culturale e di promozione sociale, di Roma. Inizia la sua carriera da giovanissima esponendo nel 2011 presso una delle prestigiose gallerie romane: ”Il Canovaccio” e prosegue tutt’ora ad esporre le sue opere continuando e affinando la sua ricerca artistica.
La pittura di Sonia Catalogna, giovane artista italiana, è poesia muta, un viaggio dall’interno all’esterno nel quale, senza contemplare, condivide le sue emozioni.
Sonia è una creatrice, che come molti, sogna ad occhi aperti e la sua sensibilità le permette di mostrare il suo mondo interiore, il profondo, il suo più intimo senza lasciare l’ascolto dei suoni del mondo.
Il suo desiderio: “Vivere la vita senza rimpianti e con la certezza di viverla pienamente le permetterà di arrivare in alto”.
 
Intervista:
Come definiresti la tua pittura?
 
Un linguaggio diretto. Cerco di arrivare subito al cuore di chi osserva il quadro. Ogni mio lavoro parla di emozioni che vivo in quel preciso momento, dei miei sogni, lo definirei un linguaggio per l’animo.
 
 
Come ti sei formata artisticamente?
 
Ho iniziato a disegnare da piccolissima e ogni volta che lo facevo provavo benessere allo stato puro. Crescendo ho deciso di studiare disegno e pittura, mi sono iscritta all’ Accademia di Belle Arti di Roma. Per mia fortuna ho incontrato presto il mio maestro, Assunta Paravati, allieva dell’affermato pittore Sandro Trotti, che mi ha insegnato soprattutto l’amore e la dedizione per questa meravigliosa forma espressiva. Oltre che una passione, per me la pittura è stata un impegno costante e quotidiano, una continua scoperta e nutrimento giorno dopo giorno.
 
Quali tecniche utilizzi solitamente?
 
Prediligo dipingere su diversi tipi di carta, utilizzando tecniche miste: matita e pastelli ad olio, tempere, acrilico, crete e smalti.
 
 
Come decidi i titoli delle tue opere?
 
Mi piace molto l’antropologia e ne sono sempre rimasta affascinata. I titoli sono i nomi di ciascuna opera; il mio desiderio e che, come chiamiamo una persona per nome e lui si gira, così leggendo il titolo del quadro, possa il fruitore sentire dentro di sé quell’emozione.
 
L’opera che ti rappresenta più di altre?
 
Diciamo che ogni opera rappresenta una parte di me, una parte profonda. Le più significative dire sono: Exils, Amore Intenso, la Bailaora y la Reina. Questi quadri rappresentano una crescita sia a livello pittorico che personale.
 
 
Perché hai deciso di dedicare a Pasolini uno spazio nel tuo portfolio?
 
Pasolini è stato un grande uomo ed intellettuale del 900 italiano, un vero e proprio punto di riferimento per la mia formazione artistica.
E poi passeggiare per Roma mi aiuta ad immaginare il passato e tenere vivi i ricordi della memoria che tutt’ora porto con me, e Pasolini è uno di questi.

Commenta Stampa
di Valerio Esca
Riproduzione riservata ©
LE ALTRE FOTO.
Amore intenso
Bailaora
Dentro me
Roma sparita
Donna Azteca