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Giuseppe Iaquinta alla Biblioteca Nazionale di Potenza

"L'asino alla finestra e il vitello sul campanile" tra memorie e cultura

Atteso incontro per lo scrittore di origini lucane

'L'asino alla finestra e il vitello sul campanile' tra memorie e cultura
27/10/2011, 09:10

Lo scrittore Giuseppe Iaquinta giunge alla Biblioteca Nazionale di Potenza dove, venerdì 28 ottobre alle 18.30, presenterà il suo romanzo  “L’asino alla finestra e il vitello sul campanile” edito dalle “Edizioni Scientifiche e Artistiche”. Evocando in maniera agile, passionale e nostalgica non senza rinunciare a frequenti spunti umoristici gli otto anni della sua infanzia trascorsi nel piccolo paesino natio, Vietri di Potenza, prima che la scelta dei genitori costretti ad emigrare a Napoli lo distaccasse dalle sue radici, Iaquinta, con il suo racconto, ripercorre in maniera  coinvolgente i momenti della prima infanzia fissati nella memoria e impressi  sulle pagine del suo libro scritto quando 46 anni dopo si riappropria, in segno di rivincita sul destino, di quello stesso spazio agricolo venduto dai genitori, cornice e scenario dei suoi primi otto anni di vita. Descrivendo una Basilicata ancora non stravolta dalla legge speciale di De Gasperi che nel 1952,  spronato dal capolavoro di Carlo Levi, si interessò a quei luoghi ed alla loro miseria e disegnando uno spaccato storico e sociale di un’Italia contadina che non esiste più, Iaquinta  fornisce al lettore un momento di sublimazione spirituale capace di evocare infinite emozioni nella mente. Aggirandosi  tra la fine degli anni Cinquanta e gli albori degli anni Sessanta, nel mentre in Italia il boom economico sta per invadere le famiglie con la televisione di Mike Bongiorno e Mario Riva, le lavatrici, i frigoriferi e le Fiat Seicento ma anche con le sue cambiali e l’inizio dell’esasperazione del vizio, Iaquinta ricorda i momenti vissuti al “Ponde ru lu jòme”  il terreno dei genitori situato vicino al torrente Fiumarella da cui il nome “Jòme” che in dialetto lucano significa appunto fiume, per poi narrarli con un piglio di chiaro stampo fiabesco degno anche della più appassionante narrativa per ragazzi. Sostituendosi a modo suo all’Enrico protagonista del libro “Cuore” che attraverso un Diario scrive tutto ciò che vede e sente e tutto quello che gli accade intorno, il “Chiarfo”, Peppino Iaquinta, annota tutte le differenze che si evidenziano tra i vari bambini del suo mondo ponendo, tra misfatti, avventure, vendemmie, ciucci che si affacciano alla finestra di case rurali e Natali trascorsi intorno al focolare, l’accento sulla provenienza sociale, sottolineando l’importanza nel percorso individuale del bambino dell’educazione familiare, della disciplina e dei valori dati dai genitori. Rievocando le gesta del padre e della madre, Mario ‘r Scularedda e Luisella Rosamunda insieme a quelle dei fratelli e delle sorelle tra cui Cucuccio ed Adelina e dei tanti abitanti del paesino come Cumbuà Iuccio, Zi Vito, e Cumbuà Leò, il libro di Peppino Iaquinta si trasforma in una sorta di album fotografico della memoria capace di mostrare uno spaccato di storia nazionale dove un’Italia privata delle radici comuni cerca di superare le diversità sociali e culturali. Con l’autore, nella Sala Conferenze della Biblioteca  Nazionale di Potenza a discutere sul brillante ed introspettivo lavoro letterario il direttore della Biblioteca potentina Franco Sabia, il sindaco di Vietri di Potenza, Giuseppe Pitta, il critico letterario, Mario Santoro, la docente di Glottologia e Linguistica, Patrizia Del Puente e con il compito di coordinatore, il direttore de “la Nuova del Sud” Mimmo Parrella. L’incontro prevede anche la lettura di alcuni brani tratti dal libro con Francesco Pitta  Giovanni Papa ed una sorta di drammatizzazione degli stessi presentata dai giovani attori del gruppo “Teatrando” di Vietri. A completare il tutto, le musiche eseguite da Lorenzo Iaquinta alla viola e Marco Pedicini alla chitarra.  

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di Giuseppe Giorgio
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