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"Ringrazio Banfi ma la vita terrena non mi interessa più"

Laura Antonelli:"Non voglio aiuti, dimenticatevi di me"


Laura Antonelli:'Non voglio aiuti, dimenticatevi di me'
03/06/2010, 19:06

MILANO - Quanto era bella Laura Antonelli? Tanto da non poterlo descrivere. E quanto era ricca e famosa? Abbastanza da non lasciare immaginare il triste ed ingiusto modo in cui sarebbe finita la sua carriera nel mondo del cinema. Attrice cult degli anni 80, tra le regine dell'erotismo delicato, casareccio e sensuale di quegli anni, la Antonelli è infatti finita in disgrazia ed oggi è costretta a vivere con una pensione di appena 510 euro netti al mese.
Per lei si era attivato anche un'altro attore  italiano conosciutissimo (e decisamente più fortunato): Lino Banfi, che, attraverso le pagine del Corriere della Sera, aveva chiesto un aiuto per la "collega" che aveva rivisto dopo 22 anni.
Dopo aver letto le dichirazioni accorate del comico pugliese, il ministro della Cultura Sandro Bondi si era detto disposto, per l'attrice di "Malizia", a favorire l'utilizzazione dei benefit previsti dalla legge Bacchelli. Secondo tale norma, infatti, è previsto un assegno straordinario vitalizio a quei cittadini che si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che versano in situazioni di povertà. Ma oggi, spiazzando tutti dopo la prima richiesta d'aiuto, l'ex icona sexy del cinema italiano, attraverso il suo avvocato Lorenzo Contrada, ha dichiarato:"Ringrazio Lino Banfi e tutti coloro che si stanno preoccupando di me -. Mi farebbe piacere vivere in modo più sereno e dignitoso anche se a me la vita terrena non interessa più. Vorrei essere dimenticata".
Un ripensamento, un estremo rifugio spirituale nel quale la donna, sfigurata da un errato intervento chirurgico al volto, da anni torna ogni volta che la miseria cui è costretta sembra pesare troppo. I pochi che le sono vicini raccontano infatti delle intere giornate che l'ex bellissima passa in preghiera; ascoltando Radio Maria nel suo piccolo appartamento con le dispense riempite dai doni della parrocchia e di qualche benefattore.

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di Germano Milite
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