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I raggi crepuscolari causati dal campo magnetico

Le aurore boreali


Le aurore boreali
16/05/2011, 11:05

Già più di 2000 anni fa, gli antichi raccontavano di strane luci che, in determinate circostanze, illuminano il cielo notturno delle coste del Mediterraneo e dell’Atlantico del Nord. Nel 1600, Galileo definirà quei fenomeni “aurora borealis”, mentre i cinesi, i russi, gli inglesi e gli scandinavi li definiscono “cieli di sangue”, “draghi di fuoco”, “miracolo di Dio” o anche “collera di Buddha”. Nel 1800 gli scienziati individuano un collegamento tra le cosiddette eruzioni solari e le aurore boreali; ben presto viene scoperta la natura molecolare dei colori aurorali e viene formulata l’ipotesi di raggi solari “corpuscolari” indirizzati dal campo magnetico terrestre. Nel 1857-58 viene condotta una campagna di osservazione dell’alta atmosfera nella regione polare: la descrizione precisa del fenomeno è dovuta proprio a tale campagna. Il nostro pianeta è circondato da un’atmosfera gassosa che si fa via via che ci si allontana, sempre più rarefatta, formata da atomi e molecole neutri come azoto e ossigeno. A tale involucro segue la ionosfera, cui segue ancora un’altra fascia che precede lo spazio interplanetario propriamente detto, la quale è fortemente influenzata dal campo magnetico terrestre e a cui, perciò, viene dato il nome di magnetosfera. Poiché lo spazio interplanetario è costantemente battuto dal vento solare, cioè da un flusso di particelle elettricamente cariche provenienti dal Sole, la magnetosfera si oppone come una barriera a questo flusso di protoni ed elettroni, provocandone una distensione su un ampio spazio a forma di una lunga coda cilindrica. Quando le direzioni del campo magnetico terrestre e di quello interplanetario sono favorevoli, le loro forze si sommano e le particelle solari che riescono a penetrare nella magnetosfera, nelle regioni polari, seguono la coda magnetosferica prima descritta, spostandosi progressivamente nello strato neutro. Questa circolazione produce potenti quantità di correnti elettriche che si immagazzinano nella coda della magnetosfera; all’improvviso poi, queste potenti quantità di energia si liberano in un  temporale magnetosferico, il quale rigettano verso lo spazio delle ventate di plasma, ossia un gas di particelle cariche, e nel contempo iniettano particelle solari verso le regioni polari della Terra. Tali particelle quando scendono ad altitudini sufficientemente basse, intorno ai 100 Km di altezza, si scontrano con gli atomi e le molecole atmosferiche e il frutto di queste collisioni è dato da quel suggestivo spettacolo che si definisce aurora boreale.

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di Rossella Saluzzo
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