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LE MILLE E UNA NOTTE AL TEATRO DI PIETRA


LE MILLE E UNA NOTTE AL TEATRO DI PIETRA
18/07/2008, 10:07

L’appuntamento conclusivo di Teatri di Pietra – Pausylipon 2008, ideata ed organizzata da Capua Antica Festival e diretta da Aurelio Gatti, è con l’affascinante lettura di Le Mille e una notte, affidata alla voce di Vincenzo Cerami, in scena domenica 20 luglio alle ore 21.15 nella suggestiva cornice dell’area Odeon di Villa Imperiale Pausylipon.

Scrittore e sceneggiatore tra i più noti in Italia, Vincenzo Cerami ridarà forza, con la sua lettura, alla dimensione dell’oralità, con cui iniziò anticamente a diffondersi questo corpus di novelle, poi trasposto letterariamente. Lo farà accompagnato dalle musiche originali eseguite dal maltese Aidan Zammit, che contribuiranno, ulteriormente, a creare le atmosfere d’Oriente.
Le Mille e una notte cominciano nel 1704 a Parigi, a partire da Monsieur Antoine Galland, l'orientalista che per primo le traduce e le tradisce, le trascrive e le riscrive. E da questo inizio parte uno dei più tortuosi e tormentati capitoli della storia dell'edizione, il cui punto cruciale diventa la caccia alle fonti arabe delle Notti.
C'è un solo, corposo blocco delle Mille storie su cui la mano sublime e ‘truffaldina’ di Galland non ha potuto sovrapporre la sua impronta. Un manoscritto arabo in tre volumi, effettivamente proveniente dalla Siria, di qualche secolo più antico, che si trova ora depositato presso la Bibliothèque Nationale di Parigi.
"Ogni immagine che compare nelle Mille e una notte – sottolinea Cerami - ne chiama a raccolta tante altre, in un gioco di metafore, di specchi, di rimbalzi, di inganni, di allusioni.
Il destino, che di quest'opera è protagonista assoluto, crea gli incroci più improbabili, incongrui, quasi sempre inattesi".
Cerami legge Le Mille e una notte nella versione edita da Donzelli, su testo redatto, dopo venti anni di rigorosa ricostruzione filologica, dall’illustre arabista Muhsin Mahdi, docente all’Università di Harvard. Questa edizione getta una luce nuova sul capolavoro della letteratura araba: il tono di voce della meravigliosa Shahrazad risponde perfettamente, e senza gli incongrui “orientalismi” settecenteschi che l’hanno accompagnata fino ad oggi, al dettato pedagogico dell’anonimo amanuense.
Le storie raccontate dalla fanciulla per non morire, sono un dono del Signore, come appunto la vita stessa e servono ad affinare l’intuito per riconoscere l’inganno e a divertire nei momenti di sconforto. Rispetto ai testi tratti dalla prima traduzione firmata da Antoine Galland, in questa edizione si evidenziano i dati comici ed esemplari del racconto, mentre vanno sullo sfondo la colorazione esotica e la morbosità tutta libertina delle scene di sesso. L’eterna modernità di quest’opera risiede proprio nella sua poetica del flusso, dove gli episodi si aprono e non sempre si chiudono logicamente.
Teatri di Pietra – Pausylipon 2008 nasce in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta, ed il patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ente Teatrale Italiano, Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Napoli, Assessorato al Turismo, Grandi Eventi, Pari Opportunità e Tempi della Città.

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di Redazione
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