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Le opere di Vito Boggeri alla galleria Sliding Etra di Sant'Agata de' Goti


Le opere di Vito Boggeri alla galleria Sliding Etra di Sant'Agata de' Goti
14/12/2011, 14:12

Sliding Etra dedica una mostra monografica ai recenti lavori dell’artista piemontese Vito Boggeri. Titolo dell’esposizione “Le proprietà della casa”.
Le opere selezionate ed esposte segnano il ritorno dell’artista alla pittura. Un ritorno vivamente caratterizzato da una componente visionaria ed intimista ma filtrata da uno sguardo lucido ed obiettivo sulla realtà. Uno sguardo, quello di Boggeri, che attiva incanto, sorpresa e meraviglia, ma anche riflessioni sulle cose, gli oggetti e gli uomini.
Le 43 opere in esposizione in galleria sono prevalentemente realizzate su cartone, materiale povero prediletto dall’artista, da lui magnificamente nobilitato attraverso l’incisività del segno e la forza dei colori.
La mostra e i testi critici in catalogo sono a cura di Enzo Battarra e Gabriella Ibello. “Irriverenti e fantastici – scrive Battarra – i lavori di Vito Boggeri, colpi di teatro esplosi su superfici dai colori netti, brillanti, entusiasti. C’è tanta vita e tanta ironia in ogni scatto, in ogni sussulto. Tornano i benevoli mostri dell’infanzia: la casa che mangia la casa, i denti aguzzi degli squali in quella che dovrebbe essere la dimora al mare, la spazzola che non perdona, gli uomini-lupi, la poltrona che ci sovrasta, la sirena che ci ammalia”.
Formatosi alla fine degli anni Cinquanta come artista performer nell’ambito dell’esperienza dell’Informale, Boggeri ha poi percorso da protagonista le avanguardie italiane del secondo Novecento, dagli anni Settanta fino ad oggi, mostrando nel corso della sua produzione artistica una propensione alla ricerca e alla sperimentazione di diversi modi espressivi muovendosi tra pittura, fotografia, installazioni, assemblaggi di oggetti, videoarte.
“La pittura di Boggeri – prosegue Battarra – ha tratti sicuri e spessi, parte da un impianto grafico per poi generare personaggi che vivono di pittura, attraversando le nostre storie, le storie di tutti. Con garbo, ma anche con sarcasmo, emergono allarmi collettivi e ambientali. L’arte ritrova ancora, e con grande piacere, un ruolo sociale, un’illuminazione. A volte è un grido, è l’urlo, è l’allarme che scuote. Altre volte il disagio denunciato si diffonde sulla superficie come un velo di tristezza, come una consapevolezza amara, pronta per essere riscattata”.

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di Redazione
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