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Le Piaghe d'Egitto? Le spiega la scienza


Le Piaghe d'Egitto? Le spiega la scienza
10/04/2009, 11:04

Uno dei passi più controversi della Bibbia riguarda le 10 Piaghe che colpiscono l'Egitto quando il faraone Ramses II rifiuta a Mosè ed agli ebrei il permesso di andarsene dall'Egitto. Per rinfrescare la memoria, furono (non nell'ordine, vado a memoria, ndr): il cielo che si fa nero per 3 giorni; le acque rosse del fiume Nilo; una invasione di rane; la moria delle mucche; una invasione di mosconi; una invasione di zanzare; una invasione di cavallette; una violentissima grandinata. Per poi concludere con la morìa dei primogeniti egiziani. La geologa Barbara Siversten ha pubblicato un libro in cui rispolvera una delle idee già vecchie, collegando quei fenomeni con un avvenimento coevo: l'esplosione dell'isola di Santorini. Santorini, i cui resti sono ancora presenti nel Mediterraneo, era un'isola vulcanica, con un vulcano attivo. Nel 1628 a.C. il vulcano esplode, insieme ad una parte non piccola dell'isola. E le piaghe potrebbero essere connesse a questo episodio: il cielo oscurato dalle polveri del vulcano; le polveri intorno a cui si solidificano i chicchi di grandine; le invasioni di insetti e la morìa delle mucche sono collegate agli sconvolgimenti climatici collegati; un eccesso di minerali caduti nel Nilo possono aver provocato un proliferare eccessivo di erbe o di animali unicellulari (in pratica alghe da fiume, come succede anche in un lago del Trentino) che hanno colorato di rosso le acque del fiume. L'invasione delle rane può essere stata causata da questo inquinamento naturale del fiume, sostiene la geologa; anche se non bisogna dimenticare che queste invasioni di rane erano cose comuni, all'epoca. Non per niente il geroglifico egiziano che vuole dire "moltitudine" ha la forma di una rana stilizzata. Resta da risolvere il problema della morìa dei primogeniti egiziani, ma può darsi che l'inquinamento del Nilo o del cibo (piante ed animali) che costituivano i piatti più ricchi (gli ebrei erano per la stragrande maggioranza operai ed impiegati che non erano molto ricchi, ndr) abbiano provocato intossicazioni, indigestioni e delle morti, che poi la tradizione ha ampliato. Rimane per ultima la fuga attraverso il Mar Morto. E anche qua la spiegazione viene data con l'eruzione del vulcano Yali, che avrebbe provocato uno tsunami, che causò il prosciugamento del Mar Morto. In questo secondo caso però ci sarebbe uno sfasamento temporale, che la dottoressa Siversten sottovaluta: lo Yali erutta nel 1450 a.C., quasi due secoli dopo. Quindi resta probabile che non ci sia mai stato un attraversamento del Mar Morto, ma solo un passaggio in una zona paludosa e ricca di canne, che permise agli ebrei di scappare, mentre i carri da guerra del Faraone si impantanavano, bloccando le truppe lì. Infatti è noto che Ramses II morì circa 40 anni dopo la fuga di Mosè dall'Egitto.

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di Antonio Rispoli
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