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Le similitudini tra repubblichini e partigiani


Le similitudini tra repubblichini e partigiani
28/07/2010, 21:07

Mi capita spesso di leggere, quando si parla della parte finale della Seconda Guerra Mondiale in Italia, della superiorità morale dei partigiani, rispetto ai repubblichini, cioè a coloro che aderirono alla Repubblica di Salò. Ma è così?
Secondo me, no. Teniamo presente che i fatti che noi conosciamo, le memorie, ecc. sono sempre dei vincitori. E' normale in questo caso cancellare i fatti più spiacevoli o quanto meno renderli positivi. Per capire come stanno le cose, bisogna capire la mentalità delle persone. Da entrambe le parti - repubblichini e partigiani - si possono individuare tre categorie di persone. La prima categoria è quella degli idealisti, cioè di coloro che hanno adeito all'una o all'altra parte per ideologia. E su questo bisogna fare attenzione: l'ideologia ufficiale fascista non era quella che veniva applicata. L'ideologia fascista, a cui molti giovani repubblichini aderirono, parlava di tutela e valorizzazione dello Stato italiano, di aiuto ai poveri, di case ai senzatetto e così via. Insomma, tutti valori positivi. Anche la guerra, per molti, era stata una necessità: allearsi ai tedeschi per evitare che gli stessi ci distruggessero, dato che Francia ed Inghilterra ci avevano lasciati da soli (l'ideologia antisemita era comunque poco praticata, anche tra i repubblichini, anche se molti la gridavano). Insomma, erano i fessi della situazione, i primi a lanciarsi contro il nemico... e di solito i primi a fare una brutta fine.
Il secondo gruppo lo possiamo considerare quello dei "saltatori sul carro del vincitore". Insomma, parlo di tutti coloro che fino al 24 luglio 1943 erano fortissimamente fascisti e il 26 erano diventati fortissimamente antifascisti (per chi non lo ricordasse, il 25 luglio si tenne la riunione del Gran Consiglio nel quale Mussolini fu destituito per poi essere arrestato e portato sul Gran Sasso). E questi erano la maggioranza di coloro che formavano le truppe partigiane.
Il terzo gruppo erano gli approfittatori. Cioè coloro che volevano usare le loro qualità o la possibilità di farsi una posizione vuoi tra i repubblichini, vuoi tra i partigiani. O magari solo per vendicarsi, perchè no? 
Naturalmente non si tratta di tre gruppi separati. Ogni singolo individuo poteva far parte di uno o più di questi gruppi; oppure passare, nel corso del tempo, dall'uno all'altro di questi gruppi.
Poi un altro argomento che spesso viene usato è la crudeltà dei fascisti, che torturavano e fucilavano i partigiani su cui metteva le mani; e spesso che se la prendevano anche con ostaggi. Ora sinceramente, non credo che quando i partigiani hanno messo le mani su questo o quel fascista gli hanno portato caviale e champagne. Era una guerra civile, ed ogni mezzo era buono per colpire i nemici. Sul discorso  degli ostaggi, bisogna dire due cose. Se spesso i fascisti si vendicarono sugli ostaggi, non è che i partigiani facessero particolare attenzione. Se posizionavano una bomba o sparavano una raffica di mitra, non è' che prima allontanavano i civili. Inoltre spesso i partigiani agivano proprio per fare in modo che i tedeschi e i fascisti se la prendessero con i civili. Basta pensare alla genesi delle Fosse Ardeatine. Perchè piazzare una bomba a via Raselli per uccidere una trentina di soldati, quando all'epoca ce n'erano oltre 100 mila nel centro-Italia? Semplice, proprio perchè sapevano che i tedeschi avrebbero eliminato tanti civili. Questo fa parte della normale tecnica della guerriglia: si provocano reazioni contro la popolazione civile, in modo da aumentare il supporto passivo della popolazione, che per la guerriglia è importante quanto il supporto attivo.
A questo punto, ritorna la domanda iniziale: ha senso paragonare repubblichini e partigiani? Se escludiamo il fatto che i primi hanno perso e i secondi hanno vinto, direi di sì. Sono assolutamente sovrapponibili. Allora perchè certe sovrapposizioni sono rifiutate? Semplicemente per motivi ideologici. Che a 65 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale andrebbero superati, per cercare di adeguare la discussione alla diversa realtà che si vive oggi.

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di Antonio Rispoli
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