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Antonio Mocciola scrive, Roberto Azzurro legge

“Le vie nascoste”: i paesi abbandonati ritrovano la voce

Viaggio nell'Italia remota

“Le vie nascoste”: i paesi abbandonati ritrovano la voce
22/05/2012, 17:05

Venerdì 25 maggio, il viaggio nelle città fantasma d'Italia approda alla prestigiosa Saletta Rossa della Libreria Guida Port'Alba di Napoli. Un grande interprete, Roberto Azzurro, un esperto moderatore, Gianmarco Cesario, un coraggioso editore, Gino Giammarino, e l’autore incontreranno pubblico e stampa per un evento che farà rivivere, per qualche istante, i paesi abbandonati del Belpaese, che Antonio Mocciola ha descritto con l'amore e l'insaziabile curiosità di un appassionato viaggiatore. La presentazione de “Le via nascoste” tracce di Italia remota, di Antonio Mocciola si propone come interessante suggerimento di un’insolita quanto affascinante guida dei paesi abbandonati d’Italia, la prima se non l’unica guida di questo tipo che il nostro paese possa vantare. Un viaggio insolito, tra borghi cancellati e immobili da decenni, spesso da secoli. Archeologia moderna mai esplorata, mai descritta e mai studiata abbastanza. Questo libro, edito da Giammarino editore (www.giammarinoeditore.it), e giunto alla seconda edizione colma un vuoto e regala inedite emozioni. Antonio Mocciola, giornalista e appassionato del Belpaese, ci porta per mano attraverso luoghi sconosciuti e disabitati, dai nomi arcaici (Craco, Buonanotte, Romagnano al Monte, San Pietro Infine, Argentiera, Stramentizzo, Nardodipace) e abbandonati dall’uomo. Ventuno “Pompei del Novecento”, scrigni di tesori inesplorati, al termine di strade impervie e spesso desolate. Un’Italia diversa, persa nel buio della storia. Una storia da rileggere, da riscoprire, da amare.

HANNO SCRITTO, TRA GLI ALTRI:
In questo affascinante libro di testi e foto finalmente Mocciola mette insieme i tasselli della “sua Italia”: vecchi borghi che, pur senza l’uomo, sono ancora erti in una loro fiera solitudine, mete di un turismo eccentrico e un po’ snob (Massimiliano Palmese, La Repubblica - Napoli)

Le vie nascoste percorse da Antonio Mocciola sono tante e tutte suggestive (Federico Taddia, La Stampa)

Un viaggio straordinario che accende la fantasia, lascia stupefatti e al tempo stesso spinge alla riflessione (Paolo Cacace, Il Messaggero)

Mocciola ci accompagna in un viaggio appassionante, insolito, in un Italia diversa che si perde nel buio della storia. Paesi traditi, spariti, città del silenzio. (Gioconda Marinelli, Il Mattino)

Antonio Mocciola sfida una “congiura del silenzio” purtroppo esistente da sempre e guida i lettori in una nuova dimensione incantandoli con un viaggio fantastico verso luoghi ignoti. (Marina Ciccarelli, Il Roma)

Con la sua scrittura descrittiva e poetica al tempo stesso, Mocciola conduce per mano in giro per la Penisola alla ricerca di paesi e borghi abbandonati da non troppo tempo: le Pompei del ‘900 (Marco Perillo, Il Corriere del Mezzogiorno).

Novello Virgilio, Mocciola guida il lettore in un viaggio di scoperta che ha il sapore d’altri tempi, alla ricerca di luoghi dimenticati (Carmen Di Peso, Il Mondo di Suk)

L’operazione di Antonio Mocciola è un’iniziativa apprezzabilissima e un’operazione che punta al fuoco del ricordo, ma anche a possibili recuperi (Maurizio Vitiello, PositanoNews)

Diario in doglianza e incanto per italici borghi sopraffatti ad incuria, disaffezione, abbandono (Alessandro Toppi, Arteatro)

Un libro che diventa una grande emozione per chi lo legge (Sandro Maiorella, La Gazzetta del Mezzogiorno)

E’ l’eco di un mondo in disfacimento ad affascinare lo scrittore al punto tale da desiderare che esso rimanga inalterato quale testimonianza di un passato da preservare a tutti i costi (Monica Florio, Avanti!)

Ventuno borghi che sanno di stordimento esistenziale, nel senso reale del termine, perché ogni punto scoperto da Mocciola porta struggimento (Nunzio Festa, Il Quotidiano)

Un agile volumetto che da’ voce ai paesi abbandonati (Michela Colombo, Bellitalia)


Antonio Mocciola (Napoli, 1973), giornalista pubblicista, è caporedattore de “Il Brigante”. Ha scritto per la musica, per il teatro, per la radio e per la televisione. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti “La sottrazione” (Montag editore).

La Giammarino Editore è stata fondata nel 2010 da Luigi Giammarino, da dieci anni editore ed ideatore de “Il Brigante”, una delle più autorevoli voci del meridionalismo (www.ilbrigante.it)

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di Rosa Vetrone
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