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L'ENEIDE IN SCENA ALL'ANFITEATRO RORMANO


L'ENEIDE IN SCENA ALL'ANFITEATRO RORMANO
02/07/2008, 12:07

La seconda tappa del viaggio all’interno dell’anfiteatro romano con la rivisitazione dei testi teatrali classici è in programma giovedì 3 luglio con la messa in scena “Enea e Didone” di Iaia Forte e Tommaso Ragno e l’organizzazione di Clara Gebbia.

Protagonista della serata sarà uno dei testi dell’autore latino Virgilio simbolo dell’umana ragione.
 L'Eneide (in latino Aeneis) è un poema epico della cultura latina scritto dal poeta e filosofo Virgilio nel I secolo a.C. (più precisamente tra il 29 a.C. e il 19 a.C.),considerato uno dei più rappresentativi dell'epica latina. Il poema narra la leggendaria storia di Enea, un principe troiano fuggito dopo la caduta della città, che viaggiò fino all'Italia diventando il progenitore del popolo romano tra mille difficoltà e contrapposizioni per giungere alla pace universale.
Il racconto intenso, emozionante, suggestivo per la forte carica umana dei canti II, IV, VI dell’Eneide permetterà al pubblico di oggi, come accade da due millenni, di immedesimarsi e rivivere le vicende che hanno caratterizzato la storia con senso di moralità e capacità di giudizio su argomenti forti.
Iaia Forte e Tommaso Ragno da tempo e con grande bravura lavorano alla rilettura dei classici. Un accurato lavoro drammaturgico tra i canti II, IV e VI dell’ opera di Virgilio teso a far  rivivere, tra musica e parole, la vicenda in cui si canta la delicatezza dell’amore tra Enea e Didone. Un racconto che inizia  come un flashback, un ricordo che rimanda velocemente ad una situazione, persona o avvenimento accaduto indietro nel tempo.
La storia comincia infatti dal momento in cui Enea, nell’Ade, incontra la sua amata Didone ormai morta.
Da questo evento scaturisce il ricordo della loro storia, ossia dell’ incontro mancato tra Didone, la pulcherrima donna bionda, fondatrice di una città che i greci hanno odiato e combattuto e i romani cancellata infine dalla faccia della terra, ed Enea, profugo, migrante su una nave, eroe della pietas, in nome della quale le sofferenze dei singoli sono trascurate in quanto passaggi obbligati verso il compimento della volontà divina.
Enea e Didone utilizzano una lingua alta e poetica, di grande forza evocativa, che la rilettura drammatizzata e accompagnata dalle musiche intende far rivivere, rendendo la parola protagonista. E’ una lingua che, pur venendo dal passato, appartiene ancora profondamente a quel paese che
“I Greci chiamano Esperia, che gli eroi Enotri abitarono e che i suoi discendenti hanno chiamata Italia”, terra della bellezza e del mito.
Il costo del biglietto è di 8,00 euro a persona per ogni singolo spettacolo.

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di Redazione
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