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Toccare il fondo per poi risalire.

L'equilibrio incerto di Yin e Yang


L'equilibrio incerto di Yin e Yang
15/07/2010, 10:07

In ognuno di noi è presente, seppure in misura minore, l’opposto di noi stessi. Nello Yin (il lato in ombra della collina) è presente un po’ di Yang (il lato soleggiato della collina) e viceversa. Ogni individuo maschile ha dentro di sé una parte femminile e dolce, così come un soggetto femmina ha un lato di tipo “virile”.
Nell’antica filosofia cinese e nelle religioni del Taoismo e del Confucianesimo “i due pesci Yin e Yang”, così come raffigurati nella foto, sono due metà uguali. Esprimono la ricerca della perfezione e anche il bisogno di una vita imprecisa. Tale vita è sempre legata alla voglia di imperfezione interiore da cui l’umanità stessa è segnata sin dall’inizio dei tempi.
Un esempio potrà chiarire l’interdipendenza dei due principi Yin e Yang. Se si decide di salire su una montagna, si deve arrivare fin su la vetta (completo Yang). Dopo non si può fare altro che scendere, qui inizia lo Yin. Essi hanno radici complementari così come il giorno e la notte, la luce e il buio, il bene e il male, la vita e la morte.
Questo equilibrio, dovuto appunto alla complementarietà, cioè al fatto che si sostengono e si consumano a vicenda, può causare degli sbilanciamenti che creano problemi. I quattro possibili sbilanciamenti sono un eccesso di Yin e un eccesso di Yang e una insufficienza di Yin e una insufficienza di Yang.
Nell’epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla fine delle ideologie, dell’appartenenza ai partiti, della dissolutezza morale, della violenza familiare, delle catastrofi ambientali, sembra davvero aver toccato il fondo, cioè la peggiore delle situazioni (completo Yin). Adesso non si può fare altro che risalire! Ora inizia inevitabilmente lo Yang, si può finalmente solo migliorare. Ma quand’è che risaliremo la china? E soprattutto chi o che cosa comporterà l’inversione di tendenza per uscire dall’attuale “nuovo Medioevo?”

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di Rossella Saluzzo
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