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Il vulcano attivo che si risvegliò nel 1988

L'eruzione improvvisa del vulcano Galeras


L'eruzione improvvisa del vulcano Galeras
10/06/2011, 11:06

Stanley Williams è un docente di geologia dell’Università dell’Arizona ed è un esperto dei vulcani della catena delle Ande. Agli inizi del 1993, nella città di Pasto, situata sotto il vulcano Galeras, Williams, per un programma ONU di studi vulcanologici, indisse un convegno scientifico al quale parteciparono una cinquantina di geologi e vulcanologi provenienti da diverse parti del mondo.

Il Galeras è un vulcano attivo. Dopo quarant’anni di quiescenza, nel 1988 si era risvegliato facendo registrare una leggera attività sismica e alcune piccole esplosioni erano state osservate sopra il cono attivo. Tale attività era continuata con diversi episodi e tra questi la registrazione di segnali sismici particolari. I sismogrammi avevano l’aspetto di una vite e per questo vennero battezzati tornillos. Gli scienziati, in quel tempo, non erano in grado di comprendere il significato di quei sismi e del perché avessero quella forma. L’apparente calma del vulcano, comunque, non era un buon segnale. La montagna di fuoco era tappata e la debole emissione di gas e la leggera attività sismica erano da considerare segnali di una polveriera pronta ad esplodere.
Ad impressionare tutti, durante il congresso, fu la relazione di Peter Baxter, un medico, appassionato di vulcani, che studia gli effetti prodotti dai fenomeni vulcanici sulle vittime delle eruzioni. Baxter mostrò ai convegnisti le diapositive delle vittime di alcune eruzioni famose: un vulcano può uccidere all’istante con la liberazione di un flusso piroclastico o, dopo alcuni mesi, con la distruzione dei raccolti a causa delle piogge di cenere e la conseguente carestia. Alla fine dei lavori Williams ed altri suoi colleghi cominciarono l’escursione sul vulcano Galeras. Improvvisamente una eruzione colse i vulcanologi di sorpresa uccidendo sei scienziati e ferendone in maniera più o meno grave diversi altri. Stanley Williams riportò serie ferite alla testa e alle gambe e soltanto grazie al coraggio di due vulcanologhe che organizzarono le operazioni di soccorso, riuscì a salvarsi. Più di quaranta interventi chirurgici gli hanno ridato l’udito e la capacità di camminare e, nonostante quanto accadutogli, ha sempre continuato a studiare il vulcano Galeras.

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di Rossella Saluzzo
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