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L'Estetica della Scienza alla Fondazione Sandretto


L'Estetica della Scienza alla Fondazione Sandretto
05/03/2013, 17:34

Venerdì 8 marzo alle ore 18.00 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ospita un incontro dedicato a un tema di particolare attualità, L'Estetica della Scienza che vede coinvolti il filosofo della scienza Giulio Giorello, il direttore artistico del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato Marco Bazzini, lo storico dell'arte Francesco Poli e l'artista Giuliana Cunéaz. L'appuntamento ha lo scopo di approfondire la relazione tra l'arte e la scienza interrogandosi sulla metamorfosi delle forme.
Lo stesso Albert Einstein si lamentava della difficoltà che incontrava a tradurre in parole e in formule il suo pensiero scientifico il quale, fino ad uno stato avanzato del ragionamento, gli si presentava sotto forma di immagini.
Nell'arte, l'equilibrio tra l'idea e la sua realizzazione avviene grazie a meccanismi di assimilazione e di adattamento e, spesso, si assiste ad una identificazione interiorizzata dell'oggetto da rappresentare. Nella forma manipolata, dunque, si ha sempre, simultaneamente, un'altra forma, inconscia, che appare alla nostra coscienza.
Le ricerche attuali consentono all'artista di sviluppare una rinnovata indagine estetica di carattere sensoriale e immaginativo come confermano i lavori di Tomas Saraceno, Loris Cecchini, Olafur Eliasson e della stessa Giuliana Cunéaz dove il paesaggio scientifico appare come un nuovo campo d'indagine, un evento da cui emergono le forme profonde.
Del resto, seguendo il principio di evoluzione, è possibile generare infinite varianti genetiche che partono da una semplice singola struttura.
Gli aspetti enigmatici e ambigui delle immagini entrano in relazione con quel perturbante estetico che mette in crisi la coerenza delle nostre sintesi percettiva e gli elementi plastici diventano luogo di proiezione per un pubblico che si trova ad affrontare un universo in continua trasformazione. E' una visione che investe interamente il corpo di chi osserva permettendogli un viaggio immersivo ed emozionante nell'universo naturale che si mostra in tutta la sua dirompente energia vitalistica.
Partendo da un universo scientifico indagato nelle sue particelle infinitesimali, l'artista ipotizza una serie di accadimenti che riscattano la forma sviluppando una rinnovata attenzione dell'osservatore spesso assuefatto e indifferente. Tra arte, scienza e tecnologia è andata sempre più definendosi una sorta di complicità che ha consentito al linguaggio artistico di articolarsi in un'ampia pluralità espressiva e ha qualificato in senso estetico numerosi procedimenti tecnici. In tal senso, un ruolo importante è affidato alle nanotecnologie, un affascinante campo di applicazione scientifica che comporta la manipolazione della materia su scala microscopica (un nanometro equivale a un miliardesimo di metro)! È a questa scala che operano i principi fondamentali del mondo biologico. Materiali di queste dimensioni rivelano proprietà fisiche e chimiche del tutto insolite, e anche nel campo dell'arte, vi è la possibilità di manipolare i singoli atomi e molecole con risultati sorprendenti.
L'uso delle attuali tecniche di generazione digitale, combinate con una chiara consapevolezza della biologia della coscienza hanno dato vita ad un nuovo filone linguistico destinato ad avere nel prossimo futuro un ulteriore sviluppo.

L'incontro previsto alla Fondazione Sandretto è anche l'occasione per presentare la recente monografia di Giuliana Cunéaz edita da Silvana Editoriale dal titolo Giuliana Cunéaz 3D
che, come afferma Marco Bazzini, curatore del volume insieme a Lorand Hegyi,affronta la visione post-oculare ricordando come nei video in 3D dell'artista scorrano mondi vegetali che consentono di proporre un doppio inganno stereoscopico e trompe l'oeil. "Oggi, afferma Bazzini, " tutti coloro che guardano gli ultimi lavori di Giuliana Cunéaz sono affacciati ad un oblò della piccola-grande astronave condotta dall'artista per un viaggio in quelle terre dominate da energie invisibili e forme visibili."
Ogni elemento si determina attraverso una rinnovata percezione visiva: in un grammo di materia si può immaginare siano contenute le forme e le energie dell'universo. L'arte, insomma, riscopre la bellezza attraverso la scienza e nel cosmo anche gli atomi hanno imparato a sognare. 

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di Redazione
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