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Si terrà venerdì 7 maggio a Napoli

Libera e magistrati, un convegno sui beni confiscati


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Libera e magistrati, un convegno sui beni confiscati
04/05/2010, 16:05

NAPOLI - Conferenza stampa di presentazione del convegno “La sottrazione dei patrimoni alle mafie” organizzato dalle associazioni Libera e Magistratura Democratica, che si terrà venerdì 7 maggio presso la facoltà di giurisprudenza della Federico II di Napoli. “E’ necessario – spiega Geppino Fiorenza di Libera - fare il punto sulle strategie di contrasto alle mafie attraverso la sottrazione dei patrimoni illecitamente accumulati”. Sarà un confronto a più voci tra chi opera nelle diverse fasi di aggressione ai patrimoni, dal sequestro alla destinazione a fini sociali. Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane. L’antimafia dei diritti è stata quella su cui si è basata l’attività dell’associazione Libera, che nasce nel periodo successivo alle stragi di Capaci e di via d’Amelio e di quelle del ’93 che hanno colpito Firenze, Roma e Milano. Un’antimafia sociale e dei diritti (attraverso vari percorsi, di formazione, educativi, di promozione sociale) che si affianca a quella delle manette, della repressione, assicurata con notevoli sforzi e scarsità di mezzi dalla magistratura e dalle forze dell’ordine. Ecco quindi che Dalla Chiesa ha questa intuizione, intuizione che gli viene un po’ dalla sua storia di lotta al terrorismo, ma soprattutto di lettura di un fenomeno in Sicilia che ha permesso, già nei primi anni ottanta, la nascita dei primi corsi di educazione alla legalità nelle scuole, che poi avranno una loro diffusione e sistematicità negli anni novanta. La lotta alla mafia deve essere soprattutto caratterizzata da politiche di promozione sociale, promozione di occupazione, di lavoro che, molto spesso, viene offerto come un favore e che invece deve essere garantito come un diritto. Ma lo sappiamo tutti in Italia non è così. Tutte le politiche di inclusione sociale, le politiche di promozione sociale, di educazione alla legalità, di percorsi lavorativi utilizzando anche i beni confiscati, lo diremo più avanti, si inquadrano in tutto questo. Libera ha firmato un accordo a livello nazionale con i sindacati proprio perché il fenomeno del lavoro nero, del caporalato, dello sfruttamento del lavoro, il lavoro minorile, dell’usura, interessano non soltanto le regioni a sud di Roma, ma anche in molte regioni del centro nord. Non è un caso che l’anno scorso la Carovana internazionale antimafie (che ogni anno percorre tutta l’Italia e alcuni Paesi europei) è partita da Milano nelle piazze e nei luoghi in cui ci sono gli immigrati che aspettano i caporali, aspettano il pulmino che passa, alle cinque di mattina. E tutto questo è nelle mani delle mafie, non solo italiane, ma anche straniere.

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di Nando Cirella
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