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Libera Terra incontra i Preparatori d'uva


Libera Terra incontra i Preparatori d'uva
17/06/2011, 16:06

Un mestiere antichissimo, quello del potatore, riacquista nuova dignità e apre ai giovani interessanti prospettive in agricoltura. Ancora di più se coinvolti nell’operazione sono i vigneti impiantati sui beni liberati dalle mafie, che continuano, migliorandosi, un cammino verso produzioni d’eccellenza; in Sicilia l’incontro sta per avvenire.

Due specialisti friulani, i Preparatori d’uva Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, hanno recuperato un vecchio metodo di potatura della vite e dopo anni di sperimentazione hanno cominciato ad applicarlo alle esigenze della moderna vitivinicoltura, quella dei sistemi di allevamento più intensivi. Vengono dal Friuli, un territorio molto attivo per la crescita di qualità del vino italiano. La Scuola Italiana di Potature della Vite è il risultato, per Simonit e Sirch, di oltre 20 anni di lavoro sperimentale nei vigneti di tutt’Italia. Una scuola itinerante, un centro di formazione permanente con sedi nelle grandi regioni del vino italiane, aperta a produttori e non, che incontra oggi i viticoltori di Libera Terra .

Libera Terra è anche un’attività vitivinicola, per le cooperative che operano sulle terre confiscate alla mafia nell’Alto Belice Corleonese, assegnate dai Comuni del Consorzio Sviluppo e Legalità. Passione, impegno e competenza guidano la conduzione rigorosamente biologica dei vigneti storicamente presenti sui terreni e di quelli di nuovo impianto, e la scelta delle uve in grado di esprimere al meglio il carattere del territorio.

Le lezioni dei Preparatori d’uva si articolano in due fasi: 20 ore in inverno, con la parte teorica e la parte pratica in vigna per gli interventi sul legno in fase di potatura, e altre 12 ore in tarda primavera, per la gestione del verde. I corsi di potatura in Sicilia iniziano il 21 giugno, con le prime sedute per i soci della Cooperativa Pio La Torre Libera Terra, a San Giuseppe Jato (Pa).

L’obiettivo della Scuola è quello di recuperare l’antico mestiere del potatore che, come un chirurgo, decide il destino della vite con interventi il più possibile rispettosi della salute della pianta, che permettono addirittura di raddoppiarne l'età: spesso infatti le viti si ammalano per una dissennata impostazione delle potature che fanno crescere, in misura esponenziale, le infezioni al legno. Non solo: un importante risparmio per le aziende, la riduzione considerevole dei costi in vigna con la diminuzione delle ore di e, soprattutto, piante più sane e longeve che danno uve, e quindi vini, di qualità superiore.

Una valorizzazione del vigneto Italia, bene da salvaguardare sotto il profilo economico, storico e ambientale, ora a vantaggio anche della giovane azienda vinicola sulle terre libere dalle mafie.

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di Redazione
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