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Intervista al critico d'arte Rosario Pinto

L'iperfigurazione di Filippo Romito


L'iperfigurazione di Filippo Romito
07/09/2010, 12:09

“Estate a Torre 2010” ha regalato momenti di straordinaria intensità artistica nella serata del 3 settembre, nei saloni di Villa Macrina a Torre del Greco. Una serata patrocinata dal Comune di Torre del Greco e dedicata alla mostra pittorica antologica di Filippo Romito che ha esposto le sue opere realizzate dal 1974 al 2010.
Filippo Romito inizia una lunga carriera artistica frequentando l’Istituto Statale d’Arte di Torre del Greco e l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Negli anni, ha tenuto mostre personali e collettive nazionali ed internazionali, ottenendo innumerevoli riconoscimenti dalla critica. Presente alla mostra il docente di “Fenomenologia dell’arte contemporanea” presso l’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro, Rosario Pinto, che ha al suo attivo oltre 50 volumi pubblicati sulla storia dell’arte antica, moderna e contemporanea. Il professore Pinto ha dichiarato che: “La pittura di Romito, di carattere figurativo, supera completamente i vincoli della tradizione e si apre ad un rapporto con la figurazione contemporanea. C’è una continuità e coerenza interna della sua produzione in questi anni - continua il critico d’arte. La coerenza è la cifra identitaria di un artista, chiunque può riconoscere un’artista anche indipendentemente dalla lettura della firma in calce all’opera.  Sottolineo un dato  - prosegue Pinto - che io inscrivo in Filippo Romito all’interno della prospettiva della iperfigurazione che accentua particolarmente il rapporto con la realtà, tendendo a rendere la pittura più reale del reale. Mentre nell’iperrealismo americano c’è una manifestazione di una distanza fra l’artista e il suo soggetto, nell’iperfigurazione europea e italiana questa distanza si azzera e ciò determina nell’iperrealismo maggiore freddezza e nell’iperfigurazione un maggiore calore umano. Romito, dunque, si inscrive a pieno titolo nel contesto iperfigurativo”.
Il professore Pinto è il teorico di queste posizioni da dieci anni e sono pubblicate nel volume intitolato “Prospettive iperrealiste”.
Alle domande sui soggetti e sullo sfondo delle opere di Romito, il professore Pinto ha risposto dicendo che si tratta di soggetti di figura, dotati di grande rilievo. E’ quindi, a pieno titolo, una pittura di figura. L’ambientazione di questi soggetti è minimale, sono fondali di colore o linea di orizzonte. I soggetti sono trattati con rigore figurativo, con  grande equilibrio tonale e puntualità di dettaglio. Sono soggetti tratti dalla vita di tutti i giorni.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 settembre e per approfondimenti sull’artista si può visitare il sito www.filipporomito.it.

Nella foto: Filippo Romito e Rosario Pinto.

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di Rossella Saluzzo
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