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Lo sceneggiatore Filippo Gravino racconta il suo CapuaCineFestival


Lo sceneggiatore Filippo Gravino racconta il suo CapuaCineFestival
09/04/2011, 09:04

sale in cattedra per il CORSO CREATIVO SUI LINGUAGGI AUDIOVISIVI del CapuaCineFestival, la kermesse che dal 26 al 30 aprile prossimi porterà a Capua alcuni tra i più apprezzati nomi del cinema, della fiction e del teatro italiano. FILIPPO GRAVINO: "PORTO A CASA QUELLO CHE HO IMPARATO IN GIRO PER L'ITALIA, DOVE HO SCOPERTO IL VALORE AGGIUNTO DI ESSERE CAPUANO"

“Lavoro gomito a gomito con i grandi nomi della cinematografia italiana del momento, ma ogni giorno riscopro in me il valore aggiunto di una formazione tipica di chi nasce in questa terra. Parlo di una struttura morale ricca di anticorpi, tipica di chi ha convissuto con l’illegalità, con l’assenza di senso civico, con il disamore per la propria terra. Tutto questo mi ha regalato un rigore professionale sorprendente, lo stesso che riscontro in tutti i miei colleghi e operatori che nel mondo del cinema e della cultura italiana portano la bandiera di Caserta. Attori, registi, scrittori, montatori, sceneggiatori, che la ribalta nazionale ha premiato forse proprio per quella chiave di lettura che questa terra t’insegna ad avere”.

Così Filippo Gravino (in foto), sceneggiatore capuano vincitore del premio Solinas 2003 e 2008, e che negli ultimi due anni ha meritato il consenso di pubblico e critica con lavori cinematografici e televisivi, torna a Capua in veste di docente per il Corso Creativo sui Linguaggi Audiovisivi del CapuaCineFestival. Un seminario, quello tenuto da Gravino nei giorni scorsi, che ha arricchito l’offerta formativa dedicata al cinema e rivolta agli aspiranti sceneggiatori giunti a Capua da tutta la Campania.

“Ho accettato di partecipare a questa manifestazione targata Capua perché credo sia fondamentale, per chi come me è andato via da qui, tornare a casa e portare qualche cosa della propria esperienza maturata altrove, in contesti diversi e variegati di incontri e confronti. Credo fermamente nel valore aggiunto del confronto con altre realtà, per una crescita sana dell’individuo a prescindere dalla professionalità in cui ci si vuole strutturare, ma mi auguro che quella di andar via possa divenire una scelta e non una necessità oltre la quale la nostra terra offre il nulla”.

Qual'è la prima regola che uno sceneggiatore non deve mai dimenticare? “Quella dell'ascolto. Lo sceneggiatore deve sentirsi un maggiordomo, pronto ad accogliere le necessità di chi immagina un prodotto finito, sia esso un film o una fiction. È fondamentale, in pratica, avere quella elasticità mentale che ti consente il dialogo con il regista piuttosto che con il produttore, con l’obiettivo di capirne le esigenze e farle convergere nel migliore dei risultati possibili”.

Sceneggiatore docente. Come ti senti in questo ruolo? "Emozionato ed egoista. Emozionato perché è quello che speravo, ossia restituire lì dove ho ricevuto. A Capua, la mia città natale che mi ha reso l'uomo che sono, ed a Roma, dove il mese prossimo terrò un corso presso il Centro Sperimentale di Cinema dove mi sono formato professionalmente. Egoista perche tutto questo l'ho cercato, credendo fermamente nel fatto che il confronto con gli allievi ti aiuta a ragionare su quello che fai e ti stimola a migliorarti. Un dare e avere dove i ruoli s'invertono e la crescita è reciproca".

Il CapuaCineFestival è patrocinato da: Ministero della Pubblica Istruzione - Ufficio Scolastico Regionale della Campania Presidenza del Consiglio Regione Campania
Provincia di Caserta Comune di Capua

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di Redazione
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