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L'aristocrazia inglese e gli affari della malavita

"L'opera da tre soldi" di Bertolt Brecht


'L'opera da tre soldi' di Bertolt Brecht
20/07/2011, 11:07

I capolavori registrano nei secoli vizi e virtù di una società che si autoriproduce nei suoi aspetti più nobili e ignobili.  

L’opera da tre soldi, ad esempio, è un’opera teatrale di Bertolt Brecht, rielaborata dal Beggar’s Opera  - letteralmente Opera del mendicante di John Gay che mette in scena il cinismo del mondo aristocratico con i suoi affari e i suoi intrighi. .

Ne L’opera da tre soldi, rappresentata per la prima volta nel 1928 a Berlino, l’autore mette in sena l’ambiente della malavita londinese, in particolare il mondo del sottoproletariato, dei banditi e dei derelitti, provocando volutamente il pubblico borghese.

La storia è ambientata nei bassifondi della Londra vittoriana tra rapine, tradimenti, prostituzione, amori, profitti e delitti. Una sorta di satira socio-politica che prende di mira l’aristocrazia inglese del XVIII secolo i cui affari erano molto simili a quelli della malavita.

Il protagonista è Macheath (Mackie Messer, o Mack the Knife), noto criminale che sposa Polly Peachum. Il padre di Polly, che controlla tutti i mendicanti di Londra, non approva il matrimonio e tenta di far arrestare e impiccare Macheath. Il piano è contrastato dal capo della polizia, Tiger Brown, amico di gioventù di Macheath. Con ostinazione, però, Peachum riesce a farlo condannare all’impiccagione, ma, poco prima dell’esecuzione, Brecht fa apparire un messaggero a cavallo, inviato dalla “Regina” che grazia Macheath e gli conferisce il titolo di baronetto, nella parodia di un lieto fine.

In molti punti l’opera si appella direttamente al pubblico, rompendo la “quarta parete” e ricercando un effetto che Brecht chiama straniamento, contrapposto all’immedesimazione che al tempo di Brecht era lo standard dominante nella messinscena. Singolare nell’opera è la proiezione di frasi sul fondale, Talvolta i personaggi portano in scena dei cartelli. L’opera, inoltre, pone rilevanti questioni politiche e sociali, con intento provocatorio, rompendo anche gli schemi delle rappresentazioni teatrali.   

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di Rossella Saluzzo
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