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A trent'anni dal mito, il Vaticano apprezza il film

L'Osservatore Romano celebra i Blues Brothers


L'Osservatore Romano celebra i Blues Brothers
16/06/2010, 09:06

L'Osservatore Romano ricorda il mito 'Blues Brothers', il film scritto e interpretato da Dan Aykroyd, come una storia di ispirazione cattolica. Gian Maria Vian, direttore del quotidiano e autore dell'editoriale, non dimentica la foto di Giovanni Paolo II nella casa dell' affittacamere di origini siciliane e sempre vestita di nero e perciò cattolica. Ma non è soltanto questo che fa pensare che il film di Aykrod sia conforme alla fede cristiana.
Altro elemento è la presenza di Alan 'Mr Fabulous' Rubin e dei fratelli Jake ed Elwood Blues di origine polacca, cresciuti nell'orfanotrofio Sant'Elena. L'orfanotrofio, che fa riferimento anche alla Sacra Sindone è diretto da "Pinguina", soprannome dato a Sister Mary Stigmata. E chi non ricorda l'illuminazione di Jake (John Belushi)? Fu proprio un sermone del reverendo Cleophus James a spingerlo a cogliere l'attimo e a vivere a pieno la propria vita.
Parole sante che spronarono Jake a rimettere insieme i cocci della band per salvare l'orfanotrofio. Cattolica anche la scelta di Elwood di rinunciare alla passione amorosa con una donna per seguire la sua vocazione. E cosa c'è di più vocazionale dell'inseguimento finale? I Blues Brothers finiscono dietro le sbarre pur di salvare l'orfanotrofio.

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di Claudia Peruggini
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