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Un altro crocifisso protagonista dell'opera di un napoletano

“Lourdes, Via crucis” di Giampiero Assumma.


“Lourdes, Via crucis” di Giampiero Assumma.
24/03/2009, 10:03

Per un crocifisso che divide e fa discutere, come il “Sacred love” di Sebastiano Deva uno, il “Lourdes, Via crucis” dell’artista napoletano Giampiero Assumma che allo choc visivo preferisce l’invito alla contemplazione e alla riflessione sulla morte e sulla vita. L’opera fotografica di Assumma è esposta, insieme a quella di altri 31 artisti contemporanei a Trapani nell’ambito dell’evento Fulget Crucis Mysterium (fino al 13 aprile) organizzato dalla Diocesi della città siciliana. Nella mostra “Across the cross” trentuno artisti lombardi, toscani, campani, veneti, siciliani e stranieri (giapponesi, tedeschi, svizzeri e coreani) si cimentano nell'interpretazione del crocifisso in chiave moderna utilizzando anche i materiali più curiosi come molle di materasso, doghe di botte, plexiglass, fili di lana, fili metallici e perline, fiori, ecc.
 
Nell’opera dell’artista napoletano, che dal 2005 lavora a Parigi come fotografo di scena, il Golgota sembra avvolto in una dimensione tetra riecheggiante la morte, resa dal pulviscolo atmosferico e dal taglio fotografico dell’immagine dal basso verso l’altro.
La deindustrializzazione di Bagnoli, i viaggi della speranza a Lourdes, le feste religiose siciliane, il mondo dei bodybuilders, la caccia al pescespada, la condizione (dis)umana negli ospedali psichiatrici giudiziari italiani, le collaborazioni come fotografo di scena (per “Il regista di matrimoni” di Marco Bellocchio ha vinto il premio Cliciak Ciak d’oro - ritratto d’autore 2007) sono alcune tappe della ricerca di Assumma (classe 1969) intorno alle relazioni tra gli uomini e il territorio, la religione, la follia.
 
Un altro messaggio distensivo e di dialogo pacifico tra cristiani e musulmani attraverso il crocifisso arriva sempre da Trapani dove dodici immigrati sbarcati nei mesi scorsi a Lampedusa, ospiti di un centro di accoglienza della città, hanno visitato l'esposizione 'Fulget Crucis Mysterium', che ha ospitato anche il 'Crocifisso ritrovato', attribuito a Michelangelo. ''L'iniziativa nel suo insieme, come questo singolo episodio - ha detto il Vescovo Francesco Micciche' - per noi ha una valenza culturale ma anche religiosa e pastorale.
Possiamo dire, dopo dieci anni di impegno anche sul fronte dell'arte, di essere avamposto di un vero dialogo interculturale, ecumenico e interreligioso, dovuto all'apporto di artisti provenienti da diverse parti del mondo''. La mostra ha registrato, in 16 giorni, oltre 33 mila visitatori, superando il successo dell'esposizione del 'Crocifisso ritrovato' a Palazzo di Montecitorio nel dicembre scorso. Il Crocifisso è adesso a Palermo e continuerà poi il suo viaggio per l'Italia, prima a Milano e poi a Napoli.

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di Redazione
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