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L'ultima tappa dell'Albero Vagabondo contro le discariche in montagna


L'ultima tappa dell'Albero Vagabondo contro le discariche in montagna
23/06/2011, 09:06

Sabato 25 giugno alle 10.00, a Canale di Serino (AV), l’Albero Vagabondo aspetta tutti i bambini per fare una grande Festa del Colore. Nei pressi del Castello di Canale, insieme alla Pro Loco di Serino e con la collaborazione dell’Associazione Mary Poppins, l’Associazione culturale Giovanni Spiniello continua il suo viaggio nei Monti Picentini per ricordare a tutti che, anche se l’erba è alta e d’estate non si vedono, le discariche in montagna sono sempre lì. L’Albero Vagabondo è una scultura realizzata da Giovanni Spiniello, ma è anche la favola dello Spirito del Re Albero, che viene letta ai bambini, prima di iniziare. E’ la storia di un albero arrabbiato perché le sue radici non riescono più a respirare. E per gridare la sua rabbia è diventato l’Albero Vagabondo, fatto dei rifiuti abbandonati alle sue radici e di poliuretano espanso, materiale contaminante. Tre anni fa iniziò il suo viaggio contro i rifiuti in montagna, tra i bambini dei paesini del nostro Appennino e insieme a loro ha fatto delle grandi Feste del Colore. I bambini disegnano sulle tavolette e su striscioni di dieci metri che formano una grande T, la T di terra. Questi disegni andranno sui rifiuti segnalandoli ai più grandi, sperando che ripuliscano. Durante l’inverno i bambini di Volturara Irpina, Santo Stefano del Sole e poi Serino, hanno scritto delle bellissime favole e disegni che sono on line su www.alberovagabondo.it. Sono favole da far leggere ai più grandi, quelli che in macchina caricano materassi, poltrone, mobili sfondati, frigoriferi o semplici buste di immondizia e poi li abbandonano nei valloni. Dovrebbero leggerle anche gli artigiani che sversano nei boschi copertoni, secchi di vernice usata e lattine e le imprese che scaricano rifiuti pericolosi e resti di lavorazione. Infine sarebbero di ispirazione, magari, a chi non organizza isole ecologiche efficienti e servizi di raccolta puntuali. Certo è che tutti bevono l’acqua delle rinomate sorgenti di Serino come, del resto, i cinque milioni di persone che dipendono dalle sorgenti irpine, la gran parte delle quali nasce nei Monti Picentini dove è nato ed è tornato l’Albero Vagabondo.

A Serino si concludono le tappe nel Massiccio del Terminio iniziate con le scuole di Volturara Irpina e Santo Stefano del Sole. Sono tre comuni dalle cui montagne nascono sorgenti che servono l’Acquedotto Pugliese, l’ARIN di Napoli e l’Alto Calore. L’Irpinia, infatti, oltre ad essere lo sversatoio della Campania, è anche il serbatoio d’acqua potabile più importante del meridione. Ma l’importanza di questo patrimonio non basterà ad evitare il raddoppio della Galleria Pavoncelli che distruggerà l’equilibrio già precario dei nostri quattro fiumi, mentre metà dei comuni irpini beve acqua di pozzo o sorgiva non canalizzata. Né a fermare chi intende usare le cave come discariche, dimenticando che la conformazione calcarea delle nostre montagne è quella che permette di accumulare milioni di litri di acqua proprio perché sono dei colabrodi naturali, con un alto grado di fessurazione.

La Festa del Colore del 25 giugno è aperta a tutti quelli che vorranno partecipare, fino ad esaurimento materiale. Tutti i bambini avranno una tavolozza, un pennello e quattro colori bianco, rosso, giallo e blu.

L’Albero Vagabondo® è un’iniziativa di arte nel sociale dell’Associazione Culturale Giovanni Spiniello e ha avuto inizio tre anni fa. Ancora una volta i bambini e la loro protesta colorata chiederanno di rispettare i nostri boschi. Se quest’estate nel massiccio del Terminio i più grandi puliranno, all’inizio del prossimo anno scolastico lo Spirito del Re Albero tornerà, ma trasformato in Metamorfo, una scultura fatta di tavole di castagno, passiflora e nidi di rondine, per ringraziare i più piccini e festeggiare di nuovo insieme con un grande girotondo.

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di Redazione
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