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L'ultimo volume di Ciriaco De Mita "La storia d'Italia non è finita"


L'ultimo volume di Ciriaco De Mita 'La storia d'Italia non è finita'
18/09/2012, 15:14

L'ultimo volume di Ciriaco De Mita "La storia d'Italia non è finita" analizza gli eventi del passato attraverso duecento personaggi che hanno cambiato la storia.

Lo sguardo di De Mita si rivolge alle due coordinate del nostro tempo. In primo luogo, lo sguardo rivolto a ciò che è accaduto e a quel che sta accadendo si sofferma su di una società che non è più pensabile come un insieme coerente di parti, come un tutto omogeneo o comunque riconducibile ad unità. Una "società senza rappresentanza" in cui, scomparsi i partiti storici, non solo non si riesce a rispondere alle diverse spinte e articolazioni, alle sollecitazioni di spazi di autonomia, di partecipazione, in una parola, di libertà, ma si fatica a tracciare i quadri interpretativi entro cui la trasformazione va pensata perché possa essere superata. In secondo luogo, lo sguardo rivolto al futuro che vede, invece, la possibilità di una società che si raccoglie e cresce intorno al fuoco delle comunità, cioè di realtà che, da un lato, sono la creta in cui si forma e si consolida la memoria e, dall'altro, trattandosi di una memoria che è utopia e immagine del futuro, possono offrire agli uomini di questo tempo mobile i punti fermi entro cui organizzare la propria nuova storia.

Così anche i tanti personaggi - da De Gasperi a Moro, da Sturzo a Berlinguer - più che narrati, sono originalmente rivissuti dall'Autore, così che cessano di essere ombre incerte sulla scena del ricordo collettivo, quasi fantasmi che sfuggono alla mente, e diventano i testimoni di un'eco: la storia d'Italia non è finita, la luce dell'intelligenza è ancora accesa.

 

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di Redazione
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