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“Maggio si tu” al Teatro Bolivar


“Maggio si tu” al Teatro Bolivar
23/03/2010, 12:03

NAPOLI - Prosegue la terza edizione di “Maggio si tu” al Teatro Bolivar, organizzata dalla Edi.S.Teatro di Anna Sciotti e Rita Paolino e dedicata alla famiglia teatrale dei Maggio, con “Vincimi e ti vincerò”, la prima opera musicale che ricostruisce interamente la Settimana Santa.
“Vincimi e ti vincerò”, opera musicale sulla Passione di Cristo, è scritta, arrangiata e diretta da Enzo Donnarumma. Fedelissima ricostruzione delle ultime pagine evangeliche, “Vincimi e ti vincerò” si sofferma dettagliatamente sui caratteri fondamentali del profilo psicologico e spirituale di Cristo così come emerge dai vangeli, caratteri che come tessere di un mosaico si fondono in due dimensioni umane protagoniste della vicenda: la carne e lo spirito.



“Lo spirito è pronto, ma la carne è debole.”(Mt 26,41). In Cristo la debolezza della carne è superata, in Cristo il coraggio vince. Il titolo “Vincimi e ti vincerò” richiama ogni obiettivo la cui gioia è frutto di sacrificio; processo, questo, presente in tutte le esperienze della vita (nel parto, nello studio, nella realizzazione professionale, nel lavoro, nella cura di una malattia).

In Cristo ciò è molto più eclatante: in Lui la morte vince prima di esser vinta, in Lui l’angoscia umana pervade in toto prima di sparire, in Lui il corpo muore prima di rinascere. Un contrasto il cui lato negativo vince il primo round ed è parte integrante del piano (“Era necessario che accadesse”).



Scrupolose analisi di fonti ebraiche, ancor più scrupolose analisi e sinossi dei vangeli e una forte immedesimazione spirituale sono la formula della trama di “Vincimi e ti vincerò” la quale tutto narra sì con passione, ma con attenta cronologia.

La narrazione si articola in 18 brani disposti in 3 atti; parte dalla resurrezione di Lazzaro, termina con la resurrezione di Cristo. Da sottolineare una lunga ultima cena minuziosamente completa di tutte le frasi e le gesta scritte nei 4 vangeli, interamente cantata e assortita in un brano di 12 minuti.



L’opera non vuol essere una rappresentazione, ma una ripresentazione degli eventi della Passione, su modello sia della logica commemorativa ebraica (secondo cui il passato ritorna e si ricompie), sia delle stesse parole di Cristo: “Fate questo in memoria di me.”

Le musiche, quindi, hanno tutti gli ingredienti atti a condurci indietro nel tempo e vivere con ragione e spirito ciò che accadde a Gerusalemme 2000 anni fa.

Ecco quindi imperare, in tutta l’opera, melodie, armonie e strumenti musicali siropalestinesi (Kinnor, ugab, shofar, santour), ritmiche mediorientali, ma anche un enorme organico orchestrale che spesso tocca alti livelli di commozione lirica con coinvolgenti melodie da colonna sonora che aiutano l’ascoltatore a immedesimarsi.



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di Redazione
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