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Marilyn al Lanificio 25 per N-up ed il progetto Leda


Marilyn al Lanificio 25 per N-up ed il progetto Leda
10/12/2009, 13:12


NAPOLI - Marilyn di Arianna D’angiò, scritto con la collaborazione di Arianna Letizia, è in programma per venerdi 11 e sabato 12 dicembre alle ore 21,00 al Lanificio 25 di Napoli. Il monologo, ideato e interpretato dalla versatile artista, prodotto da Dinamo3 e C.R.A., che ha già riscosso grande successo lo scorso ottobre, è riproposto eccezionalmente per le due date di dicembre, nell’ambito del progetto Leda, primo appuntamento culturale itinerante di N-up, network per la cultura, coordinamento di associazioni e fondazioni campane, con l’intento di promuovere eventi, nell’ambito della cultura e dell’arte a livello regionale e nazionale. Il progetto “Leda”, che si svolgerà nei week end 10/13 e 17/20 dicembre, ha in programma lo spettacolo Marilyn, tra gli appuntamenti privilegiati, perché frutto di un cammino virtuale verso le finalità di N-UP, come è anche, la raccolta timbri, che alla fine dell’itinerario documentato e impresso sull’apposito documento/programma, prevede un regalo, solo per chi avrà assistito almeno ad 8 delle 21 performance proposte, di un’opera d’arte contemporanea, firmata dall’artista Maurizio Elettrico.
Lo spettacolo Marilyn è un monologo incentrato sulla figura di Marilyn Monroe. La vita dell’attrice è ricostruita attraverso una selezione di testi tratti da alcuni dei più famosi film che ha interpretato (tra gli altri A qualcuno piace caldo, Gli uomini preferiscono le bionde, Gli spostati). Sulla scena una donna al limite, figura sospesa sul confine tra la vita e la morte; metafora del percorso accidentato che compie alla ricerca della propria consapevolezza.

La parte centrale del lavoro è il processo, che prende vita tra due momenti in cui è messa in scena una morte paradossale. A sua difesa Marilyn utilizza diverse argomentazioni che si fondono in un unico punto: la richiesta d’amore. La protagonista esamina il problema da diverse angolazioni, spesso tra loro incoerenti, come accade spesso in un processo o ad un esame, dove ci si contraddice per soddisfare le esigenze di chi giudica.

La donna, non è sola sulla scena: c’è un fantoccio che, di volta in volta, impersona un giudice, un amante, un marito, un dottore o il pubblico stesso. Marilyn cerca di difendersi ma lo fa in modo contraddittorio. Alla fine resta solo un corpo dedito a soddisfare richieste e desideri, un’immagine che non si estingue perché il desiderio non finisce.

La più grande sfida di questo lavoro è lo sforzo di ricostruire un’anima. La volontà di non ricreare alcuna somiglianza fisica nella D’Angiò con Marilyn è il segno estetico di questo percorso. La ricostruzione del personaggio avviene negli atteggiamenti corporei, nel tentativo di riportare il ricordo e l’essenza di un’esperienza. Si è cercata una verità, attraverso il rispetto nei confronti di una donna, filo conduttore sottile e invisibile di questo testo, nella convinzione che ci sia un legame stretto tra una divinità contemporanea e tutte le donne.

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di Redazione
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