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La tridimensionalità dell'artista pistoiese

Marino Marini - le possibilità espressive della forma


Marino Marini - le possibilità espressive della forma
04/08/2010, 10:08

 
Trent’anni fa moriva Viareggio il 6 agosto 1980, l’artista Marino Marini. Scultore, pittore e incisore nato a Pistoia, il 27 febbraio 1901, fu influenzato, ai primordi della sua arte dagli artisti del primo Rinascimento, in particolare da Piero della Francesca. Presto, però, si distaccò da queste influenze, abbracciando la ricerca di forme pure e assolute. Nei primi anni ’30 incontrò i massimi artisti dell’epoca, Pablo Picasso, Giorgio de Chirico e Vasilij Vasil’evič Kandinskij.
Professore alla facoltà di scultura dell’Accademia di Torino nel 1940, diventò, poi, l’anno successivo, titolare della cattedra di scultura all’Accademia di Brera a Milano.
Gli anni successivi vedono il suo progressivo svincolarsi dalle forme definite. Si compiace nel realizzare  forme e volumi eleganti e stilizzate. Significativa in questo senso la sua amicizia con lo scultore britannico Henry Spencer Moore, famoso per le sue opere astratte in bronzo di grandi dimensioni e per le sue sculture squadrate in marmo.
Oggi, le sue opere si possono ammirare presso il Museo Marino Marini a Firenze
Le sculture di Marino Marini hanno forme aspre ed essenziali e fra i soggetti più ricorrenti vi è il Cavallo e cavaliere. Le figure del cavallo e del cavaliere sono, più di ogni altra tematica affrontata dall’artista, l’emblema indiscusso della sua poetica e della sua ricerca figurativa. Un soggetto che diventerà per lui, dopo le tragedie della guerra, il simbolo di una società sofferente e di un pessimismo assoluto sulla sorte del mondo. Con la Pomona, cioè la tradizionale figura femminile tondeggiante e spesso gravida, Marini coglie quel simbolo di fecondità che ci accompagna fin dal tempo degli etruschi.
I quasi duecento pezzi sono disposti secondo un ordinamento tematico che permette al visitatore di accostarsi con libertà al mondo dell'artista, fatto di cavalieri, Pomone e ritratti. L'allestimento museale rispetta, con grande sensibilità, le indicazioni di Marini nella scelta dei materiali e dell'illuminazione naturale degli ambienti, creando un raro effetto di armonia tra il contenitore e le opere. Il percorso si snoda su più livelli: le sculture, in bronzo e in cemento, sono distribuite su tutti i piani, mentre su quote diverse sono dislocati gessi policromi, tele, ritratti e disegni. La molteplicità delle tecniche utilizzate offre un'ulteriore testimonianza degli interessi dell’artista per le possibilità espressive della forma.
Un museo che tende, quindi, alla creazione di percorsi finalizzati alla lettura delle opere di Marini, con particolare attenzione alla tridimensionalità dell'artista pistoiese.

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di Rossella Saluzzo
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