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Marisa Laurito e Giuseppe Zeno per l'ultima di Giffoni Teatro


Marisa Laurito e Giuseppe Zeno per l'ultima di Giffoni Teatro
02/05/2013, 13:53

Sabato alla Truffaut l’attrice napoletana sarà “La Signora delle Mele” Al suo fianco il bello e dannato Giuseppe Zeno: l’attore reduce dal successo de “Il Clan dei Camorristi” Biglietti ancora disponibili direttamente al botteghino aperto dalle 20 Giffoni Valle Piana, 2 maggio 2013 Dopo aver accolto otto grandi protagonisti della scena italiana, la V stagione invernale di Giffoni Teatro, l’evento ideato e promosso dall’Associazione omonima, si appresta a chiudere con un ultimo grande appuntamento, un evento nell’evento. Sabato prossimo, 4 maggio, il sipario della Sala Truffaut della Cittadella del Cinema si aprirà su Marisa Laurito in “La Signora delle Mele”, spettacolo liberamente tratto dalla novella "Madame La Gimp" di Damon Runyon, da cui nel 1961 nacque il film “Angeli con la pistola” di Frank Capra. Al suo fianco il giovane attore Giuseppe Zeno, il nuovo sex symbol della tv, reduce dal trionfo sul piccolo schermo con la fiction “Il Clan dei Camorristi”. In scena una storia esilarante che non invecchia mai perché tratta di sentimenti universali, di lotta per la sopravvivenza, di sconfitte e vittorie, d’amore per i figli e per il proprio partner, piena di humour e azione, divertente e ironica, accompagnata dalle canzoni del Premio Oscar Nicola Piovani.  LO SPETTACOLO La commedia si svolge a New York nelle strade di Broadway, nel 1933. Da qui a poco il proibizionismo finirà insieme alla grande crisi economica cominciata nel '29. Un colossale crack che manderà sul lastrico milioni di individui e che il mondo ricorda come “la grande depressione”. Nella stessa epoca la musica jazz, quello dei locali notturni, attraversava il suo periodo d'oro, ma era soprattutto bianco. Erano i famosi anni ruggenti: si faceva baldoria nei night, si beveva nonostante il proibizionismo e si sparava con molta naturalezza, e la legge aveva a che fare con un tale chiamato Al Capone. Alla fine del '33 il presidente Roosevelt con il “New Deal” rilancerà l'economia del paese mettendo in giro un'incredibile quantità di denaro pubblico. Anche per la malavita le cose cambieranno e, finito il proibizionismo, solo i boss più lungimiranti e sanguinari sopravvivranno venendo a patti con la politica. In questo contesto nasce e si sviluppa la storia di Annie, detta “la signora delle mele”, e di Dave lo sciccoso, un elegante gangster dal cuore d'oro: due protagonisti che con le loro vicende incarnano bene lo spirito dell'epoca. Raccontata come una favola “La Signora delle Mele” è una vicenda ancora incredibilmente attuale: crisi economica simile a quella del '29, politica e malavita, emarginazione sociale. Annie la vagabonda è un'emigrante italiana arrivata negli States con grandi speranze di realizzare i suoi sogni, una donna forte che ha combattuto per affermarsi e per difendere i diritti dei più deboli, ma che ha dovuto soccombere sopportando lo svilimento dei suoi ideali. Ed è per questo che decide di sopravvivere in strada, senza possedere nulla, libera da tutto. Dave lo sciccoso è un gangster simpatico, superstizioso e volitivo, che briga per fare un salto di qualità e diventare un potente boss ma, al momento di associarsi con la mala dei mitra e degli eccidi, decide di cambiare vita ed intraprendere la strada dell'onestà. In scena anche Giuseppe De Rosa, Mimmo Esposito, Antonio Ferrante e Mario Santella; il testo è di Riccardo Manaò; le scene e la regia di Bruno Garofalo, le coreografie di Enzo Castaldo, i costumi di Mariagrazia Nicotra.

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di Redazione
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