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"Martedì in Arte" alla Certosa di Padula


'Martedì in Arte' alla Certosa di Padula
14/10/2010, 10:10


PADULA (Na) - La Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino, diretta dal Dirigente ing. Gennaro Miccio, aderisce al progetto nazionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali “Martedì in Arte”: ogni ultimo martedì del mese fino al 28 dicembre 2010, aperture straordinarie e gratuite dei principali musei statali dalle ore 19.00 alle 23.00. Il progetto, oltre all’obiettivo di promuovere la fruizione del patrimonio culturale italiano con il coinvolgimento di un pubblico sempre più numeroso e con proposte alternative ai consueti svaghi serali, vuole anche andare incontro alle difficoltà economiche di giovani e famiglie. La Certosa di Padula derogherà alla consueta chiusura settimanale martedì 26 ottobre 2010 resterà aperta dalle ore 9.00 alle 19.00 (biglietto 4 euro), mentre dalle ore 19.00 alle 23.00 l’ingresso al monumento sarà gratuito. Per l’occasione la Soprintendenza presenterà, alle ore 19.30, la riproduzione fotografica digitale del Libro dell’Esito dei Certosini.

IL LIBRO
Le note vicende storiche che nel corso del XIX secolo hanno determinato la soppressione delle Corporazioni religiose e, quindi, dell' Ordine Certosino a Padula, hanno anche comportato la dispersione o il trasferimento in altri luoghi di gran parte del ricco patrimonio storico- artistico, bibliografico e soprattutto archivistico che si trovava all'interno del Monumento.
Per questo motivo il rinvenimento di un Libro dell'Esito - mescolato al piccolo Fondo librario, miracolosamente sopravvissuto e a tutt' oggi conservato in Certosa - acquista particolare importanza per il suo valore storico e documentario.
Si tratta di un “Registro” formato da 267 pagine manoscritte, compilato tra il 1851 e il 1858 dal Padre Procuratore, coadiuvato dal Vicario e da altri due Padri, per documentare in maniera dettagliata le spese sostenute dall' Ordine padulese in quegli anni.
Con la riproduzione fotografica digitale ci si è posto l'obiettivo primario di limitare l'uso diretto del documento originale che – considerata la sua unicità e fragilità – necessitava di un maggiore impegno conservativo e, nel contempo, di garantire la fruizione dell' opera da parte degli studiosi.

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di Redazione
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