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Ma il dg Rai è sempre più solo, anche nel Cda

Masi: Santoro non deve andare in onda


Masi: Santoro non deve andare in onda
09/06/2010, 10:06

ROMA - Rischia di fare la fine dell'ultimo soldato giapponese in guerra, anche se non sta su un'isola deserta, il direttore generale della Rai Mauro Masi. Le frasi di Berlusconi di ieri ("Se la Rai non diventa meno faziosa, non firmo il contratto di servizio"), anche se smentite, sono sembrate un ultimatum diretto a lui. Come sempre, sotto servizio tutti i programmi non allineati davanti agli ordini del padrone: Glob (che difficilmente avrà una ulteriore edizione), Che tempo che fa, Parla con me (che dovrebbe essere ridotto da 4 serate settimanali a una o due al massimo). Ma soprattutto Annozero, che è il peso che sta più di altri sullo stomaco di Berlusconi. Infatti Masi sta facendo di tutto per mandarlo via: da una parte sta rendendo quasi impossibile a Michele Santoro gestire la trasmissione; dall'altra ha proposto all'agente del giornalista, Lucio Presta, di passare da 10 a 12 milioni la buonuscita, purchè Santoro se ne vada.
Ma questo atteggiamento, pur fedele a Berlusconi, gli sta alienando le simpatie dei consiglieri del Cda Rai, non solo dell'opposizione, ma anche della maggioranza. Insomma, Masi rischia di restare da solo a portare avanti questa battaglia. Che è una battaglia comunque pericolosa, perchè si rischia di andare contro le sentenze della magistratura, oltre che contro i voleri del pubblico. Infatti i programmi che si intendono cancellare sono quelli che raggiungono share più alti della media della rete. Chi non vedrà più questi programmi, se non ci saranno validi sostituti, rischiano di andare su Mediaset, facendo arricchire il premier.
Come anche sarà la società di Berlusconi a guadagnarci dal nuovo contratto di servizio, che è ormai pronto. Infatti, come anticipato da tempo, il nuovo contratto di servizio prevede che la Rai verrà trasmessa "attraverso almeno una piattaforma distributiva di ogni piattaforma tecnologica". In soldoni, significa che la Rai lascerà l'accordo che ha per la trasmissione sui canali satellitari Sky e passerà a Tivusat. Certo, questo sarà un danno per Sky, che non incasserà più i soldi dalla Rai; un danno per i telespettatori, dato che Tivusat lo prendono in pochi, rispetto a Sky; e quindi una vittoria per Mediaset, che avrà più spettatori. Il tutto per la gloria del Ministro per lo Sviluppo Economico ad interim, Silvio Berlusconi

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di Antonio Rispoli
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