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Medea inaugurerà la III edizione di “Amphitheatrumabella2009”


Medea inaugurerà la III edizione di “Amphitheatrumabella2009”
09/07/2009, 16:07

Grande attesa per la prima della due giorni di “Amphitheatrumabella2009”, la manifestazione culturale che coniuga teatro, arte e tradizione. Venerdì 10 luglio alle ore 21, nel piazzale antistante lo scenario delle “Tombe romane”, la Compagnia Linguaggi Trasversali metterà in scena l’opera “Medea” di Euripide, con il libero adattamento di Francesco Scotto, dalla traduzione di Filippo Maria Pontani, con Ursula Iannone, Fedele Canonico, Rossella Menna, Felice D’Anna e Enzo D’Apolito, con la regia di Francesco Scotto e l’aiuto regia Mariella Del Basso.
La scena si apre con un velo da sposa indossato da una Medea piangente sulle note di un tango argentino, una musica del sud, che crea un’atmosfera di affascinante passionalità. Mentre il servo e la nutrice ci raccontano tutta la vicenda parlando in modo alternato, Medea, toltasi il velo, afferra un coltello, si avvicina ad un mucchio di terra e lo percuote, lo violenta, lo uccide. Poi, come la Madonna che stringe tra le braccia il suo Gesù deposto dalla croce, la donna accarezza amorevolmente la terra e la custodisce in una valigia, assurta a simbolo dei propri figli. Da questo punto in poi gli spettatori, come se fossero immersi in un lungo flashback, rivivranno l’intera storia. La scena si svolge a Corinto, dove Medea, suo marito Giasone ed i loro due figli vivono tranquillamente. La donna ha aiutato il marito nell'impresa del Vello d'oro, abbandonando così il proprio padre, Eeta. Dopo dieci anni, però, Creonte, re della città, vuole dare sua figlia Creusa in sposa a Giasone, dando così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono. Giasone accetta, abbandonando così sua moglie Medea. Malgrado la disperazione della donna, vista l'indifferenza di Giasone, Medea medita una tremenda vendetta. Fingendosi rassegnata, manda in dono un mantello alla giovane Creusa, la quale, non sapendo che il dono è pieno di veleno, lo indossa per poi morirne fra dolori strazianti. Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, morendo. Ma la vendetta di Medea non finisce qui. Per assicurarsi che Giasone non abbia discendenza, uccide i figli avuti con lui, condannandolo all'infelicità perpetua. Alla fine Medea, con indosso di nuovo il velo da sposa e presa con sé la valigia, attraverserà le file del pubblico e, dal pubblico, darà vita all’ultimo, struggente e drammatico dialogo con Giasone.
“La nostra Medea e’ una donna oltraggiata – racconta Francesco Scotto, il regista - non solo nell’amore che Giasone per ragioni di convenienza concede ad un’altra donna, ma anche dalla sottomissione “politica” che l’uomo impone a lei, barbara giunta in terra greca “dai confini del mondo”. Ai nostri occhi Medea rappresenta tutti i sud del mondo: sfruttati, usati, lasciati alla deriva. Nella nostra messa in scena il potere “politico” si identifica con il potere criminale organizzato, per noi essi non sono altro che due facce della stessa medaglia. Giasone, Creonte e il mondo greco incarnano l’arroganza e la prepotenza dell’occidente: un mondo che, detentore della cosiddetta “civiltà”, non si fa scrupoli a liberarsi di chiunque rappresenti un ostacolo alla realizzazione dei suoi progetti di potere, nemmeno di chi gli affidato tutta la sua vita, lasciando la propria patria, la propria terra, i propri affetti. “
Il costo del biglietto è di 5,00 euro a persona per ogni singolo spettacolo e sono reperibili presso:
GUIDA LIBRERIA –Vico Duomo,19 - Nola – Tel. 081.821.48.36
LIBRERIA PETROZZIELLO – C.so Vittorio Emanuele, 214 – Avellino – Tel. 0825.36027
BAR IL PASQUINO- Avella
 

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di Redazione
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