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A Londra incassate 88 sterline

Mega Flop di Uma Thurman: in 12 a vedere il suo film


Mega Flop di Uma Thurman: in 12 a vedere il suo film
28/03/2010, 10:03

LONDRA - Anche una star planetaria come Uma Thurman può conoscere l'amaro sapore dell'impietoso insuccesso. Anche la dive Hollywoodiana di film cult come Pulp Fiction e Kill Bill può attendere ansiosa l'arrivo di migliaia di fan per la prima del suo film salvo poi ritrovarsi con 12 tristissimi apostoli ed un incasso di 88 sterline.
Il super-flop di "Motherhood" (per l'italia titolato "Il bello di essere mamma") sembrava qualcosa di drammaticamente annunciato anche da critica ed incassi riscontrati in america. Dalla sua uscita, infatti, il film ha incassato "ben" 40.000 dollari a fronte dei 5 milioni di spese sostenute per realizzarlo. In tutto il mondo, la pellicola strasfortunata, ha incassato circa 701.000 dollari.
Subito dopo i deprimenti risultati è scattata una vera e propria guerra tra la produttrice del "movie" Jane Edelbaum e la compagnia che ha curato il marketing in Inghilterra Metrodrome. "Il mio film non è male. È più che decoroso. Ne ho visti di ben peggiori", sostiene sicura la Edelbaum. "È inevitabile che qualche film lavori meglio su certe piattaforme, invece che su altre. In questo caso particolare, il dvd è andato meglio del film in sala"; provano a difendersi quelli della Metrodrome.
Eppure, di film stroncati dalla critica ma sostenuti da un'ottima campagna marketing e un pubblico poco severo la storia del cinema (e di Hollywood in particolare) ne è stracolma. Anche la trama del non capolovoro della Edelbaum sembrava poter funzionare; con la Thurman nel ruolo della madre-scrittrice un po' sfigata e sciatta che tenta in tutti i modi di tenere in equilibrio una vita sgangherata e fatta di singhiozzi economici e ruttini del dopopasto. La donna-povera crista tipo, insomma, che avrebbe potuto far presa sulla massa. Gli specialisti della pubblicità hanno però voluto puntare tutto su una campagna piuttosto elitaria, creando un'attesa esasperata (ed esagerata data la qualità della produzione) attorno al titolo e la speranza di fare in modo che gli spettatori si ammazzassero quasi per aggiudicarsi il biglietto della prima; organizzata all'Apollo Theatre, nel centro pulsante di Piccadilly Circus. Risultato? 12 "curiosi" la prima settimana (partita venerdì 5 marzo) ed il clamoroso unico spettatore del sabato successivo. Un flop che più flop proprio non si poteva nemmeno volendo tenere secreatata la proiezione esclusiva del film.
Tra i numerosi e poderosi insuccessi dei film made in Hollywood sono memorabili quelli di un certo Francis Ford Coppola che, prima di sedere sul trono dei grandi, dovette per diversi anni accomodarsi sul bracere dei falliti. Un sogno lungo un giorno e "I giardini di pietra" rimangono infatti tra gli esempi meno edificanti di cinema americano degli anni 80.  Anche Michael Cimino con il suo "Heaven’s Gate" (Cancelli del Cielo) collezionò una figura non magra ma anoressica: un'esorbitante cifra spesa (40 milioni di dollari ed era il 1980) per un flop di critica, pubblico ed incassi direttamente proporzionale e la banca rotta immediata dichiarata dalla casa produttrice United Artist.
Per non parlare poi del più recente (ma ugualmente imbarazzante) film-sperpero "Battaglia per la terra" con in prima fila John Travolta e dietro le quinte addirittura Scientology.
Anche in quest'ultimo caso si parlò di quasi cinquanta milioni di dollari lettaralmente bruciati ed una partecipazione di critica e pubblico che fu a dir poco indecorosa.

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di Germano Milite
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