Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Mercato di Campagna Amica al Centro Direzionale settembre 2011


Mercato di Campagna Amica al Centro Direzionale settembre 2011
13/09/2011, 17:09

Riprende con regolare cadenza bisettimanale l’arrivo della campagna in città con l’offerta di prodotti agroalimentari tipici del territorio. Nel segno della filiera breve dal campo alla tavola con l’acquisto diretto dai produttori agricoli, della sana alimentazione, dei prodotti di stagione, del risparmio e della qualità riprende mercoledi 14 settembre dalle 8 alle 14 anche al Centro Direzionale di Napoli il tradizionale appuntamento con il mercato di Campagna Amica promosso su iniziativa di Coldiretti con la collaborazione con la IV Municipalità.
I cittadini avranno la concreta occasione di acquistare prodotti di stagione a kilometro zero e portarsi a casa produzioni di qualità espressione del valore dell’agricoltura locale.
L'opportunita' è quella di acquistare direttamente dagli agricoltori a prezzi inferiori di almeno il 30% rispetto a quelli medi di mercato, dando nel contempo nuove soluzioni reddituali agli imprenditori agricoli con più concorrenza, più potere contrattuale all'interno della filiera agroalimentare.
L’iniziativa rientra nel quadro delle attività promosse per fronteggiare le gravi ricadute delle inefficienze e delle eccessive intermediazioni nel passaggio dell’ortofrutta dall’azienda agricola al carrello della spesa con i prezzi che triplicano, ma possono aumentare anche di 5 o 6 volte. Secondo quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sull’inflazione dai quali si evidenzia che mentre i prezzi della frutta riconosciuti al produttore in campagna crollano per i consumatori sugli scaffali del supermercato aumentano, rispetto allo scorso anno il prezzo della frutta in vendita nei supermercati è aumentato del 2,2 per cento mentre nei campi viene pagata agli agricoltori ben il 29 per cento in meno a conferma che le speculazioni non agiscono solo in borsa ma anche lungo la filiera che porta la frutta dal campo alla tavola.
Quest’estate si è allargata senza giustificazioni - sottolineano il presidente e il direttore di Coldiretti Napoli Mena Caccioppoli e Prisco Lucio Sorbo - la forbice dei prezzi della frutta fresca tra produzione e consumo. Una situazione che danneggia gli agricoltori costretti a lavorare in perdita ma – precisano Caccioppoli e Sorbo - anche i consumatori che potrebbero acquistare maggiori quantità e a condizioni piu’ vantaggiose. I prezzi della frutta estiva – spiega la Coldiretti - sono crollati alla produzione con cali che vanno dal 47 per cento dei cocomeri al 30 per cento per le pesche rispetto allo scorso anno. Una situazione insostenibile nei confronti della quale si sono mobilitati gli agricoltori della Coldiretti dall’Emilia Romagna al Piemonte, dalla Puglia al Metapontino in Basilicata, dal Lazio alla Campania dove la frutta è stata distribuita gratuitamente perché è meglio “regalarla che svenderla”. Gli esempi non mancano secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. Le pesche gialle - continua la Coldiretti - vengono pagate agli agricoltori 31 centesimi al chilo, ma ai consumatori costano in media 1,85 euro al chilo con un ricarico del 496 per cento (sei volte), i cocomeri passano da 0,11 euro al chilo in campo a 0,60 euro al chilo sulla tavola con un aumento del 445 per cento (cinque volte e mezzo ) e i meloni da 0,34 euro al chilo a 1,30 euro con un ricarico del 282 per cento (quadruplicano). Il risultato è che oggi – sottolinea la Coldiretti - gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie italiane sono di appena 350 chili all’anno mentre nel 2000 erano 450 chili, nonostante la spesa per acquistarla sia aumentata. Nel 2011 i consumi familiari di frutta e verdura - precisa la Coldiretti - sono diminuiti del 9 per cento nel primo trimestre rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. In tutto il 2010 le famiglie italiane hanno acquistato 8,3 milioni di tonnellate di ortofrutta per una spesa complessiva di 13 miliardi, di cui circa 4,5 milioni di tonnellate gli acquisti di frutta e 3,8 milioni di tonnellate quelli degli ortaggi. La causa va dunque anche ricercata - sostiene la Coldiretti - nella moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola che ha reso piu’ onerosi gli acquisti, ma ha anche fatto crollare il reddito degli agricoltori che negli ultimi quindici anni sono stati costretti ad abbattere quasi la metà delle coltivazioni di pesche in Italia. Al di la dei fattori congiunturali, occorre intervenire sulle strozzature e distorsioni che si verificano nel passaggio dell’ortofrutta dal campo alla tavola che sottopagano il prodotto su valori insostenibili al di sotto dei costi di produzione e rendono troppo onerosi gli acquisti per i consumatori che spesso sono costretti a rinunciare ad alimenti indispensabili per la salute gli acquisti”, conclude la Coldiretti nel sottolineare che “ci vuole una assunzione di responsabilità dell’intera filiera che segue il prodotto da quando esce dall’azienda fino a quando arriva sul banco dei supermercati” perché nella forbice dei prezzi dal campo alla tavola c’è sufficiente spazio per garantire reddito ai produttori e consentire acquisti al giusto prezzo per i consumatori.


Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©