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Mercoledì 10 ottobre, Presidio Adiconsum-Unirec a Monte Citorio


Mercoledì 10 ottobre, Presidio Adiconsum-Unirec a Monte Citorio
09/10/2012, 13:42

Se l’attuale Disegno di legge di riforma venisse approvato dal Parlamento, il settore del recupero crediti rischierebbe di trovarsi esposto ad un drammatico vuoto normativo, che di fatto cancellerebbe quanto disposto negli ultimi anni dal Ministero dell’Interno - di concerto con le parti sociali – per garantire regole certe e massima efficienza e trasparenza.

A lanciare l’allarme sono UNIRECUnione Nazionale Imprese a Tutela del Credito e ADICONSUM, riunite a Roma il prossimo 10 ottobre in occasione del presidio organizzato in Piazza Montecitorio (a partire dalle ore 14) per sensibilizzare le aziende del settore e i consumatori circa le inevitabili conseguenze dell’indebolimento dell’attuale assetto normativo.

Ciò che preoccupa dell’attuale Disegno di legge” – spiega Gianni Amprino, Presidente UNIREC – “è la mancata formulazione delle regole e dei requisiti necessari per svolgere l’attività di recupero crediti. Regole e requisiti sino ad oggi fortemente voluti e condivisi dalle 180 associate UNIREC, che da sole rappresentano l’85% del mercato. Non tenere conto delle loro indicazioni significa non tenere conto delle indicazioni di chi il settore evidentemente lo conosce e lo rappresenta. Bastano pochi numeri per comprendere quanto sia strategico per la nostra economia: 15.000 addetti che gestiscono 38 miliardi di euro all’anno di recupero crediti, l’80% dei quali riguardano utenze domestiche, mutui e prestiti non onorati”.

A salvaguardia della professionalità dei propri addetti e della trasparenza nei confronti dei consumatori, le due organizzazioni hanno depositato una serie di emendamenti al testo con l’obiettivo di contrastare la volontà di togliere al settore le attuali regole di controllo, demandando la creazione di quelle future ad un istituendo organismo. In particolare, per UNIREC e ADICONSUM gli articoli da emendare sono quelli che prevedono la devoluzione della vigilanza al Ministero di Grazia e Giustizia, togliendola al Ministero dell’Interno, e quelli relativi all’abolizione della licenza e alla composizione dell’organismo di controllo.

La composizione del futuro e ancora vago organismo di controllo, che limita al suo interno la presenza delle parti in causa, ossia i consumatori  debitori e le aziende creditrici, è fra i punti che alimentano il forte dissenso delle due associazioni nei confronti dell’attuale Disegno di legge, perché di fatto annulla il principio della bilateralità.

Come spiega Pietro Giordano, Segretario Generale ADICONSUM: “La bilateralità è il nuovo modo con cui si può ottenere una vera tutela dei consumatori, in una logica di confronto e non di scontro. Se il testo della riforma venisse approvato nell’attuale formulazione, il principio della bilateralità verrebbe sostituito dalla presenza costosa e burocratica di un organismo di controllo non meglio definito, dove le Associazioni delle imprese e dei Consumatori avrebbero una rilevanza ingiustamente minimale”.

Nel 2011, con l’emanazione di una Circolare ministeriale frutto anche dell’attività di confronto con le parti sociali, gli Enti bilaterali rappresentativi delle associazioni degli imprenditori e dei consumatori hanno ottenuto un primo, importante riconoscimento pubblico, diventando un organo di ausilio alle Questure nelle procedure di controllo e, al contempo, strumento per attestare la professionalità e le competenze degli addetti e delle aziende di settore

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di Redazione
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