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Gennaro Di Donna racconta il nuovo libro di Mazzarella

"Meteo ... mania. Il meteo e il clima nel quotidiano e nella storia" di Adriano Mazzarella


'Meteo ... mania. Il meteo e il clima nel quotidiano e nella storia' di Adriano Mazzarella
19/05/2011, 10:05

      Meteo… mania. Il meteo e il clima nel quotidiano e nella storia” è il titolo del nuovo volume scritto da Adriano Mazzarella, professore associato di Climatologia e Meteorologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, edito da Aracne Editrice Srl di Roma.

      Del libro ne abbiamo parlato con Gennaro Di Donna, giornalista e divulgatore scientifico, amico e collaboratore del professore Mazzarella e anch’egli autore di pubblicazioni scientifiche a carattere divulgativo e specialistico.

    “Ho l’impagabile fortuna di conoscere il professore Adriano Mazzarella da molti anni - esordisce Di Donna. Insieme abbiamo svolto attività di ricerca e pubblicato dei lavori scientifici molto interessanti. Il Professore è uno scienziato di straordinaria competenza ed è dotato di grande  umanità.

    Personalmente - continua Di Donna - mi occupo prevalentemente dello studio dei fenomeni associati alla Terra solida e, chi mi conosce, sa che mi  sforzo per contribuire alla diffusione della cultura della sicurezza attraverso la divulgazione dei temi associati ai fenomeni vulcanici e sismici. Con il professore Mazzarella  ho approfondito gli studi sulla teoria del Caos associata ai fenomeni naturali e sulle cause del  Global warming,  il riscaldamento  globale,  condividendone la posizione: il fenomeno è naturale e non è da ascriversi a fattori antropici!”

“Meteo… mania” l’hai letto?

“Certamente! Il volume è il naturale prosieguo dell’avventura divulgativa di Adriano Mazzarella. Questa pubblicazione fa seguito al libro pubblicato nel 2008 “Siamo sotto il cielo. Tutto quello che non si sa su meteo e clima”; ambedue i volumi rappresentano uno strumento agile e formidabile di lettura e di apprendimento sui fenomeni associati alla Climatologia e alla Meteorologia. Gli argomenti sono trattati con il linguaggio della comunicazione, quel linguaggio che solitamente è difficile riscontrare nei testi a carattere scientifico e, ancora peggio, nei lavori specialistici. Non vi sono complicate formule matematiche e le parole sono quelle che utilizziamo normalmente tutti i giorni. Il tutto, naturalmente,  è pervaso da grande rigore scientifico!”

Puoi raccontarci di  qualcosa che è riportato nel libro?

“Il libro “Meteo…mania” riporta la bella e dotta prefazione di Andrea Giuliacci, meteorologo e climatologo del Centro Epson Meteo. Alla prefazione fa seguito una breve introduzione dell’Autore e poi quattro capitoli che indicano contenuti di “Climatologia”, “Meteorologia”, “Salute e Ambiente” e “Curiosità”. Diciamo che c’è solo l’imbarazzo della scelta per leggere di Scienza e … non patire per capirla!

Gli argomenti, suddivisi in 75 “pillole” sono tutti interessanti. Provo a raccontarne uno: Negli anni ’90 gli ambientalisti mostrarono grande apprensione per le sorti della Terra quando, con i loro “modelli” dichiararono, con assoluta certezza, che i gas (CFC) contenuti negli spray e nel frigoriferi erano la causa della distruzione dell’ozono, provocandone l’omonimo “buco”. L’ozono è un gas (costituito da tre atomi di ossigeno) che si trova a circa 30 km di altezza ed ha la funzione di assorbire i raggi ultravioletti più pericolosi per la salute dell’uomo. Nel 1987, infatti, i CFC furono messi la bando! I ricercatori, Mazzarella compreso, che la pensavano diversamente, furono “ferocemente” attaccati. Di recente il dottor Lu, dell’Università canadese di Waterloo, sulla rivista specialistica “Physical Review Letters” ha dimostrato che quei modelli utilizzati negli anni ’90 erano sbagliati e che, invece, esiste una forte correlazione tra il buco dell’ozono e i raggi cosmici che impattano sull’atmosfera. In realtà, quando il Sole è molto attivo, cioè quando vi è una presenza numerosa di macchie solari sulla sua superficie, ha la capacità di bloccare il fluire dei raggi cosmici. Il buco dell’ozono si riformerà, per cause naturali, non appena ricompariranno le macchie solari, che da circa tre anni sono scomparse. Un fenomeno, quindi, tutto naturale. L’Uomo, anche in questo caso, non è in grado di governare la Natura!”

Prima mi dicevi che il professore Mazzarella ha scritto una “pillola” che ha per “protagonista” la pizza napoletana. Di che si tratta?

“Sì. La pizza napoletana  è l’argomento che chiude l’appassionante volume. Ebbene, anche nel preparare la pizza napoletana (Specialità tipicamente garantita) è necessario avere cura di valutare, oltre alla genuinità degli ingredienti, anche le condizioni meteo. L’impasto di farina, acqua e lievito è di rilevante importanza per dare alla pizza quella fragranza e quel sapore che tutti conosciamo. Se fa freddo è necessario aggiungere più lievito in acqua tiepida, se fa caldo, invece, c’è bisogno di più farina in acqua a temperatura ambiente. Nella preparazione seguono due fasi successive di lievitazione: la prima di quattro ore dell’intero impasto che deve essere ricoperto da un panno per rallentarne l’evaporazione impedendo la formazione della crosta; la seconda di circa sei ore dell’impasto frazionato in panetti negli appositi contenitori. Poi l’azione del pizzaiolo che con maestria trasformerà i panetti in dischi di pasta, con l’intento di spostare l’aria verso i bordi e formare, così,  il cornicione. Il pomodori utilizzati devono  rigorosamente essere quelli del “piennolo”. Questi pomodorini sono coltivati sulle pendici del Vesuvio. Qui assorbono grande beneficio dal terreno  vulcanico e dal Sole. Vengono innaffiati nella fase di primo impianto per poi utilizzare l’umidità notturna e  formare una buccia spessa ed una polpa consistente dal sapore unico”.

A chi consigli la lettura del libro?

“A tutti, naturalmente! Studenti, insegnanti, giornalisti, professionisti, impiegati, dirigenti, politici, operai, uomo della strada. Il volume di Adriano Mazzarella è un sobrio, gustoso e rigoroso contributo alla divulgazione della Scienza!”.

 

   

  

 

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di Rossella Saluzzo
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