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"Mi manda Raitre" comincia con un attacco ai giudici


'Mi manda Raitre' comincia con un attacco ai giudici
30/04/2011, 17:04

Venerdì c'è stata la prima puntata della nuova serie di "Mi manda RaiTre", dopo l'ennesimo cambio di conduttore: al posto di Andrea Vianello, c'è Edoardo Camurri. Sarà una coincidenza, ma la prima puntata, con la scusa di salvaguardare i diritti dei cittadini, ha sferrato un pesante attacco alla magistratura. Uno dei casi esaminati riguardava diverse persone che sono state condannate per aver scritto dati falsi nelle autocertificazioni. Infatti, nel momento in cui si usa questo sistema, si è penalmente responsabili della correttezza dei dati in essa inserita. Se si mente, si incorre nel reato di truffa ai danni dello Stato e falso, due reati che prevedono in totale una pena massima di sette anni e mezzo.
Ora, al di là delle singole storie, queste persone si lamentavano perchè - dicevano - "erano state condannate senza neanche fare il processo". E questa è roba da denuncia penale per diffamazione aggravata a mezzo stampa, perchè si tratta di una enorme falsità. Semplicemente per loro era stata adottata una possibilità che i Pm hanno per togliersi da mezzo i reati più lievi (perchè si tratta di reati, ma comunque lievi): il decreto penale. In pratica è una proposta che il Pm fa all'imputato: tu accetti una condanna lievissima (una multa, poi spieghiamo perchè), la paghi, estingui il reato ed evitiamo il processo. La condanna in questo caso di solito è il minimo della pena previsto, con tutte le attenuanti possibili. Per esempio, nel caso di queste persone avevano avuto il decreto penale ad una condanna di 75 giorni di arresto, convertita in una multa di 3000 euro (quando si viene condannati ad una pena inferiore ai 6 mesi, si può chiedere di pagare una multa per scontare la pena, nella misura variabile dai 38 ai 50 euro per ogni giorno a cui si viene condannati). E tutti a dire: "Ma questi mi hanno condannato senza fare il processo". In realtà, quella non è una condanna, è una proposta. Se uno non la paga, si fa il processo normalmente. Che però è molto più rischioso (se il giudice ti trova colpevole, salvo miracoli hai una sanzione molto più pesante); costoso, perchè devi pagare un avvocato; lungo, perchè un processo dura molti mesi. In ogni caso è una scelta.
Eppure queste panzane sono state raccontate, senza che si desse modo a chi sa come stanno le cose di parlare.
A questo punto, la domanda nasce spontanea: ma è solo un caso, o anche "Mi manda RaiTre" ha deciso di cominciare a fare propaganda, più o meno indirettamente per il premier? La presenza di un giornalista che ha lavorato per il Foglio e per il Sole 24Ore come conduttore non lascia pensare bene.

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di Antonio Rispoli
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