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Michael Jackson è vivo?



Michael Jackson è vivo?
26/08/2009, 14:08

C'è da dire che per gli USA è un classico: quando muore un grande della musica, subito si pensa a false morti, con conseguenti testimonianze di chi asserisce di averli visti vivi. E' successo così con Elvis Presley, con Jimi Hendrix o Jim Morrison; ed ora sta avvenendo anche con Michael Jackson. Infatti circola da qualche giorno un video in Internet, dove si vede un mezzo del coroner che arriva nottetempo nel garage dell'ufficio medico legale; non si vede bene, ma dal retro scende qualcuno, coperto - visivamente - da un'altra persona. Per quel poco che si vede, sembra una persona magra, con capelli abbastanza lunghi e sembra indossare un vestito bianco. Dopo di che la persona sparisce al di là di una porta. E già questo video ha fatto sollevare i primi dubbi per alcuni, mentre altri dicono che è sicuramente Michael Jackson.
Nel frattempo, i patologi hanno diffuso una ricostruzione di quelle che sono state le ultime ore del cantante. In pratica, dopo l'ultima sessione di prove del concerto, Jackson sarebbe andato a letto molto dolorante. Non riuscendo a dormire avrebbe chiesto al suo medico del Propofol (pare che il cantante ne avesse abusato al punto da essere assuefatto), per dormire. Il Dottor Murray, suo medico personale, all'inizio si è rifiutato, somministrandogli altri dolorifici meno potenti. In varie riprese gli avrebbe somministrato valium, lorazepam e midazolam, con successive iniezioni all'1.30, alle 2.00, alle 3.00, alle 5.00 e alle 7.30. Si tratta di una serie di iniezioni in grado di far addormentare chiunque; ma non uno assuefatto al Propofol. Così alle 10.40 Murray gli avrebbe somministrato il Propofol: 25 milligrammi diluiti in altro medicinale. 20 minuti dopo Michael Jackson ha avuto un arresto cardiaco. Murray, a quel punto, gli ha praticato un massaggio cardiaco talmente violento da rompergli alcune costole. Probabilmente era anche terrorizzato. Fatto sta che l'ambulanza è stata chiamata solo alle 12.30, quando ormai non c'era nulla da fare.

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di Antonio Rispoli
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