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Michele Monetta propone dal 10 al 12 maggio al Ridotto del Mercadante Processo a Sant’Uliva


Michele Monetta propone dal 10 al 12 maggio al Ridotto del Mercadante  Processo a Sant’Uliva
08/05/2013, 11:05

Dal 10 al 12 maggio - ultimo appuntamento del cartellone - al Ridotto del Mercadante va in scena lo spettacolo Processo a Sant’Uliva, drammaturgia e regia di Michele Monetta, che ne è anche interprete insieme a Lina Salvatore e Massimiliano Rossi, accompagnati dai musicisti Biagio Terracciano al pianoforte e Michela Coppola alla viola.I costumi sono di Sandra Canavotto, il disegno luci di Gianpiero Sapienza.

 

Controversa figura la cui leggenda affonda nella letteratura medievale, personaggio trasversale dell’immaginario popolare e della cultura alta dell’epoca, Sant’Uliva incarna allo stesso tempo valori di grande idealità e aspetti di estrema crudeltà. Santa o solo Regina dai costumi integerrimi, Oliva aderisce al culto delle “fanciulle perseguitate” di espressione popolare, “eroina” vittima del potere maschile, preda di spietate trame familiari, sempre pronta al perdono e all’umiltà, virtù nutrite da una fede profondissima e dedizione alla preghiera.

 

L’opera coniuga l’interesse della compagnia ICRA Project di Michele Monetta e Lina Salvatore per la tradizione drammaturgica europea con le espressioni della ricerca scenica del ‘900 che trovano nell’opera di Jaques Copeau un maestro di riferimento. “Volendo orientare la produzione verso un’estetica novecentesca – dichiara in proposito l’autore e regista – la riduzione e la messinscena guardano, nelle linee generali, al concetto dell’Attore Santo di Grotowski e soprattutto al Teatro della Crudeltà di Antonin Artaud. L’idea principale è quella di intrecciare il colto e il popolare pensando alle feste sacre dove, spesso, l’elemento pagano si inserisce, esaltando il rito come scansione del tempo e della vita”. “L’essenziale messinscena – prosegue Monetta – è basata su musica dal vivo con brani che spaziano da Bach a Puccini, da Pergolesi a De Hartmann, da Haendel a Berio. La scena si presenta come un luogo di giudizio, una sorta di tribunale dove si celebra un crudele processo, nel senso di sequenza di atti giuridici, ad una donna innocente, forte e determinata; ma è anche un processo nell’accezione del termine latino processus, cioè avanzamento, sviluppo, evoluzione, dove il pubblico è chiamato ad essere testimone. Ne scaturisce un concerto teatrale che gioca tra azione e narrazione, alternando il momento drammatico con quello epico.”

 

Proposto in occasione dell’ottantesimo anniversario della storica messa in scena di La rappresentazione di Sant’Uliva di Jaques Copeau al primo Maggio Musicale Fiorentino nel 1933, lo spettacolo rientra nel programma di attività, laboratori e stage pedagogici a cura di ICRA Project, Demoni, maschere e santi.

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di Redazione
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