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"In troppi non possiedono orgoglio nazionale"

Minzolini:"Tg1 imparziale, Italia piena di catastrofisti di professione"


Minzolini:'Tg1 imparziale, Italia piena di catastrofisti di professione'
10/06/2010, 22:06

ROMA - Ad un anno esatto dalla sua nomina a direttore del primo telegiornale Italiano, dopo aver scatenato infinite polemiche ed essersi tirato contro un serie praticamente infinita di critiche, Augusto Minzolini appare raggiante e pronto per una sorta di rivincita che passa per lo sbandierato boom di ascolti realizzato dal Tg1. Una produziine che, annuncia l'ex giornalista de "La Stampa", "si modernizza ma al tempo stesso è geloso della sua immagine tradizionale, di testata trasparente ed imparziale. Un tg che mai come ora si è posto il compito di accorciare la distanza che spesso divide la realtà virtuale, raccontata da una parte dei media, e quella che vedono tutti i giorni i cittadini".
Il direttore, dopo "l'abbadono" di mostri sacri come Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio, Maria Luisa Busi e del caporedattore centrale
Massimo de Strobel, annuncia dunque un rinnovamento quasi totale che parte dalla veste grafica, passa per lo studio ma non sfiora la linea editoriale fin'ora adottata. Una linea editoriale che, a dispetto delle critiche e degli sberleffi ricevuti, sembra dare incredibilmente ragione a Minzonili (almeno in termini di "quantità"). Il Tg1 ha infatti visto aumentare i propri telespettatori soprattutto tra i più giovani; distanziando il Tg5 del 3,98% rispetto al 2,92% dell'anno precedente. Il telegiornale della prima rete Rai avrebbe addirittura "guadagnato 222 mila spettatori" negli ultimi 12 mesi; divendendo in pratica una sorta di notiziario di massa. Le rubriche su diete e scimmie danzanti hanno dunque fatto presa su un certo tipo di pubblico (che rappresenta, innegabilmente, anche la maggioranza massificata dei cittadini-elettori).
Quindi, il processo di estrema semplificazione del Tg1, pare protrarsi con grandi risultati e con prospettive future da fare invidia a qualsiasi altro competitor (che non ha smanie giornalistiche). E a chi lo ha definito "epurator" Minzolini risponde così:"La media di incarico di un direttore è di un anno e mezzo. Perché i conduttori dei tg devono restare a vita? È un'idiozia darmi dell'"epurator" perché voglio cambiare situazioni immobili da 29 anni".
Riguardo le numerose voci d'accusa che lo dipingono come una sorta di messaggero di regime, il numero uno di Saxa Rubra osserva che, mai come durante il 2010, la sua "creatura" ha dimostrato "imparazialità" ed equilibrio. In ultimo la solita stoccata il pieno stile berlusconiano a chi non riesce a cogliere il bello del bel paese:"Tra tanti limiti c'è anche un'Italia che funziona. Questa realtà a volte sui giornali è sottostimata e magari, se la racconti accanto alla dovuta denuncia delle disfunzioni e dei vizi italiani, qualche catastrofista di professione ti accusa di essere servile verso questo o quel potere. In realtà è la manifestazione di un pizzico di orgoglio nazionale che manca a troppi nel nostro Paese".

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di Germano Milite
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