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Una nuova tesi sul famoso dipinto di Leonardo

Monna Lisa: dietro di lei Montefeltro e non il Valdarno?

A Dicembre uscirà un libro con le conclusioni delle studio

Monna Lisa: dietro di lei Montefeltro e non il Valdarno?
26/11/2012, 18:36

Ha più di 500 anni ma non li dimostra, e soprattutto continua senza sosta a far parlare di sé.
Ci riferiamo alla Monna Lisa che in questi giorni è tornata alla ribalta della cronaca per la tesi di due studiose italiane che hanno messo in discussione il luogo rappresentato nello sfondo del celebre dipinto  di Leonardo da Vinci affermando che non si tratta del Valdanrno, come sino ad ora si pensava, bensì del Montefeltro.
A questa conclusione ci sono arrivate la geomorfologa Olivia Nesci, dell’Università di Urbino e la pittrice e fotografa Rosetta Borchia, che con attente e minuziose ricerche sul dipinto de la Gioconda sono arrivate alla conclusione che Leonardo non ha pensato ai territori del Valdarno che si trovano tra le campagne di Arezzo e la Val di Chiana perché il territorio non si presenta lineare ed inoltre la parte sinistra è più bassa rispetto a quella destra, ma gli esperti sino ad ora non avevano mai preso in considerazione altri luoghi perché il pensiero comune era che Leonardo avesse dipinto lo sfondo in momenti diversi.
La tesi di Nesci e Borchia invece sposta l’attenzione verso il Montefeltro, dove era ubicato l’antico Ducato di Urbino, territorio che si estendeva tra l’Emilia Romagna, le Marche e la Toscana.
Le due esperte in base agli studi fatti anche sugli spostamenti dell’artista sono arrivate alla conclusione che il maestro data la vastità del territorio e il poco spazio a disposizione nella tavola, avrebbe utilizzato la tecnica della compressione ecco perché il luogo non sarebbe ben riconoscibile nella preziosa tavola.
La tecnica artistica infatti permette di rappresentare a livello prospettico in uno spazio ristretto, un territorio o un elemento molto più ampio e questo spiegherebbe anche la non linearità del paesaggio.
Al lavoro delle due ricercatrici si è anche aggiunto quello del geologo Andrea Dignani, che con dati scientifici ha puntato l’attenzione anche sulle immagini satellitari e sugli schemi geomorfologici del territorio.
La tesi a cui sono giunte saranno rese note a Dicembre con l’uscita del libro “Codice P” nel quale le due esperte hanno pubblicato le loro conclusioni sullo studio fatto.

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di Simona Buonaura
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