Cultura e tempo libero / Archeologia

Commenta Stampa

Reperto archeologico dimenticato

Monumenti ignorati


Monumenti ignorati
14/06/2010, 11:06

Quarto (NA). La cultura è ripudiata, a Quarto. È quanto registrato con molta amarezza dai residenti di via Brindisi, zona in cui è collocato il reperto archeologico, eletto simbolo della città, tra l’altro considerato tra i più antichi presenti sull’intero territorio flegreo, che però sembra essere stato completamente abbandonato al degrado e all’incuria. Si tratta della necropoli in cui è custodito il mausoleo a cuspide piramidale, volgarmente denominato Fescina, che “oggi”- raccontano i cittadini –“versa in condizioni indicibili. Nonostante le continue segnalazioni avanzate dalle associazioni locali spintesi fino alla Provincia e alla Regione, intente a recuperare fondi finalizzati al recupero e mantenimento dell’antica tomba romana”. Anni di controversie burocratiche hanno consentito all’amministrazione quartese di ricevere il permesso di intervento nell’area dove è posto il monumento, che sebbene resti di proprietà di una fondazione religiosa privata, consente di ottenere i finanziamenti del Por Campania, finalizzati proprio alla fruizione dei siti archeologici flegrei. Lo scorso anno infatti, il sindaco Sauro Secone annunciava la possibilità di recuperare la struttura, a seguito del contratto sottoscritto con la Fondazione Istituto Pennese di Portici (proprietaria del complesso funerario), ottenendo il comodato d’uso della zona, affidato al Comune stesso quindi ed alla Sovrintendenza. Invece, al di là della becera firma e della sigla del comune di Quarto, posta sul documento, non c’è stato altro cambiamento per questo  simbolo; che effettivamente ancora ben rappresenta la città ma nella sua condizione più abietta, di abbandono istituzionale.  La Fescina infatti ad oggi non è stata ancora segnalata con alcun cartello turistico;  non ha un ingresso decente; né una recinzione. Apprezzata, probabilmente, soltanto dagli animali randagi, che intorno al monumento scovano cibarie, estratte dall’immondizia che viene abusivamente depositata.

Commenta Stampa
di Livia Carandente
Riproduzione riservata ©