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Addio al padre dell'antropologia

Morto a 101 anni Lévi-Strauss


Morto a 101 anni Lévi-Strauss
03/11/2009, 22:11

PARIGI- Si è spento sabato scorso Claude Lévi-Strauss, il grande antropologo francese, padre dello strutturalismo. La notizia del suo decesso, è stata resa nota dalla sua casa editrice “Plon”, soltanto dopo i funerali svoltisi in Borgogna. Strauss, nato a Bruxelles da genitori francesi di origine ebraica, avrebbe compiuto 101 anni il prossimo 28 novembre. Due anni fa, si era rotto un femore e da allora aveva avuto seri problemi di salute. L'anno scorso, per il suo centesimo compleanno, la Francia gli aveva dedicato una serie di iniziative tra cui una mostra al museo Quai Branly a Parigi.
Con Lévi-Strauss, filosofo e psicologo oltre che antropologo, scompare l'uomo che ha fatto dell' “antropologia” uno dei grandi saperi del Novecento proprio come Freud fece con la “psicanalisi”.
Aveva inaugurato un nuovo modo di “vedere l'uomo”, di guardare se stessi nello specchio. La sua teoria di fondo è che la cultura non è solo la produzione artistica di un popolo, ma è il complesso delle sue peculiarità.
Tra le sue teorie più celebri, quella che negava i fondamenti del “razzismo”: “Nulla allo stato attuale della ricerca- diceva Strauss- permette di affermare la superiorità o l'inferiorità di una razza rispetto all'altra”.
Tutte le grandi questioni del presente, dal sovrappopolamento della terra allo scontro di civiltà, dal riaffiorare del mito al ritorno dei localismi, fino alla guerra del velo e alle modificazioni genetiche, si trovano nei maggiori capolavori dell'antropologo francese. Un pezzo importantissimo del '900 che scompare per sempre.

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di Elisa Scarfogliero
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