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Il nuovo spazio espositivo apre al pubblico

Mostra di Annigoni a Palazzo Corbelli


Mostra di Annigoni a Palazzo Corbelli
22/11/2010, 11:11

La Cassa di Risparmio di Fano sceglie una grande retrospettiva di Pietro Annigoni per aprire al pubblico il suo nuovo spazio espositivo a Palazzo Corbelli, sulla centralissima via Arco d'Augusto. La nobiliare dimora, di impianto settecentesco, rinnovata da Pietro Ghinelli ai primi dell'Ottocento, è stata integralmente restaurata ed è stata in parte destinata a sede della Galleria Carifano. Questa, per scelta della Cassa di Risparmio di Fano, ospiterà mostre ed eventi culturali di rilievo nazionale, realizzati dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese che già produce ed organizza eventi espositivi nelle sue sedi di Sondrio, Milano e Acireale.
Di Annigoni saranno in mostra un centinaio di opere, esemplificative di tutti i 60 anni di attività del grande artista. Gilberto Grilli, che dell'esposizione è il curatore, ha scelto di presentare, accanto ad opere celeberrime, lavori poco o nulla conosciuti, o perché oggi conservati in collezioni all'estero o in dimore e raccolte private.
Uomo ed artista di enorme carisma, nato in un secolo di grandi rivoluzioni, dotato di capa­cità tecniche uniche al mondo che gli hanno permes­so di realizzare opere gigantesche e minuscole incisioni, Annigoni ha dedicato la sua opera alla difesa della centralità e tra­scendenza dell'uomo di cui presagiva con lungimi­ranza quasi profetica l'imminente declino.
Ed è proprio su questo versante, il più riflessivo ed intimo, del Maestro, che la mostra si indirizza. Ecco quindi i grandi paesaggi solitari: da quello metafisico e surreale che fa da sfondo al "Viandante" del '46 sino al grandioso paesaggio affrescato per la casa della figlia sul lago di Massaciuccoli nel 1976.
Poi una carrellata di grandi ritratti. Si sa che questo genere rese Annigoni, "pittore delle regine" celebre a livello mondiale. Non mancano, anche in questa mostra, le "celebrità", ma proposte in opere di particolare significato. Ecco i due studi preparatori per il ritratto della regina Elisabetta II, uno dei ritratti certo più celebri del Maestro, studi che ci trasmettono una donna che sa misurarsi con la regalità. O i due studi preparatori per il grandissimo ritratto che Annigoni realizzò nel 1968-69 allo Scià di Persia Reza Phalevi e alla moglie Fara Diba, ritratto poi distrutto durante la rivoluzione komeinista. Poi i bozzetti per il non meno famoso ritratto di J. F. Kennedy pubblicato sulla copertina del Time. È un ritratto che è parte della storia del ventesimo secolo: mentre Annigoni era nella stanza ovale con John Kennedy e gli stava facendo questo ritratto il Presidente discuteva al telefono se lanciare o no i missili su Cuba. La mostra cita anche un ritratto mancato, quello di Rockefeller che offrì all'artista un assegno in bianco purché completasse l'opera in due giorni, ricavandone un netto rifiuto. Come accadde a Liz Taylor impegnata a Firenze nelle riprese de "Il giro del mondo in 80 giorni". Anche l'attrice mise fretta al Maestro, ricavandone un cortese rifiuto motivato dalla constatazione che esiste una forte differenza tra un pittore ed un fotografo.
A colpire nei ritratti di Annigoni erano certo la finezza del suo tratto e la mostruosa abilità tecnica ma soprattutto la capacità introspettiva grazie alla quale la persona prevaleva sul personaggio pubblico. Tra i capolavori esposti "Signora con perle" del 1958, opera finissima, ora in una raccolta in Cina, e due "Autoritratti", tema sul quale Annigoni si esercitava a ritmo esattamente e quasi maniacalmente settimanale.
Il lavoro sull'anima che il Maestro compiva per molti suoi ritratti veniva poi utilizzato anche per dare volto ai personaggi dei suoi grandi cicli affrescati, com'è evidente negli studi per le "Storie di San Benedetto" destinate all'Abbazia di Montecassino. Stessa sorte anche per il ritratto di Elisabetta II, diventato spunto per il soggetto di una "Madonna con Bambino" in una edicola religiosa lungo una via di Firenze.
Si diceva di un taglio "sociale" di questa mostra: Annigoni, si sa, era solito dire: "Io ho scelto i poveri. I ricchi hanno scelto me". Ecco quindi i volti, perfettamente riportati, magistralmente resi, di Poveri Cristi che l'artista incontrava nei suoi giri per la città, nelle osterie di paese, o in viaggi in paesi lontani. Ad esempio in India, terra dalla quale ha riportato una serie potentissima di ritratti di mendicanti, o la serie dei "Ragazzi di guerra", giovanissimi infagottati in vestiti dei loro padri al fronte, ragazzi e bambini senza volto perché le guerre conducono alla perdita di identità.
In altri viaggi, ad esempio in quello in Messico, sono il paesaggio, i grandi orizzonti a dargli le maggiori emozioni, puntualmente riportante in gradi tempere acquerellate eseguite sul posto.
La mostra è completata da una ampia selezione di incisioni, disegni, foto private e da "creazioni" diverse, come le famose "Medaglie dello Zodiaco". Tra i documenti esposti a Fano, le lettere che gli scrisse de Chirico, testimonianze straordinarie della considerazione che il grande metafisico aveva per Annigoni e in particolare per la sua abilità tecnica. Sono riflessioni anche sullo stato dell'arte in Italia nell'immediato indomani del secondo conflitto mondiale quando nasce il "Manifesto dei pittori moderni della realtà", estrema difesa del valore del figurativo in arte.
Quell'arte che, secondo Bernard Berenson, Annigoni onorò ai massimi livelli tanto che il critico scrisse: "Pietro Annigoni, non solo è il più grande pittore di questo secolo, ma è anche in grado di competere alla pari con i più grandi pittori di tutti i secoli" e "... rimarrà nella storia dell'arte come il contestatore di un'epoca buia ... ".

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di Redazione
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