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Mostra fotografica di Enzo Barbieri “ la Terra del Fuoco “


Mostra fotografica di Enzo Barbieri “ la Terra del Fuoco “
07/02/2013, 16:14

Mostra fotografica di Enzo Barbieri “ la Terra del Fuoco “ Immagini della città di Napoli tra storia e realtà . Libreria Guida Port'Alba Saletta Rossa 13 Febbraio 2013 ore 17,30  con la partecipazione dei giornalisti Piero Antonio Toma, Peppe Iannicelli, Sandra Di Stefano,  coordina Maresa Galli. Partecipazione del Canatutore Lino Blandizzi che eseguirà alcuni brani collegati al video della mostra. Si tratta di un progetto nato mentre mi apprestavo al solito giro per la città : sbirciando negli scavi del Metro, al Largo di Castello, ho intravisto un grosso edificio con un basamento simile ad una torre. Ho subito estratto dalla borsa il mio ‘ferro da lavoro’

ed ho incominciato a fotografare: non avendo possibilità di entrare ( il cantiere è in corso d’opera ) mi sono allungato sulle protezioni esterne e, con mia meraviglia, ho visto che l'edificio era completo del cordolo a terra uguale a quello delle torri del castello. Allora ho fotografato tutta la zona e poi sono corso a fare una ricerca nei libri che conservo gelosamente e che ho raccolto negli anni per documentarmi. Ho trovato una bellissima stampa del  ??? che raffigurava il Maschio Angioino nel periodo degli Angiò. Questa immagine, pur nella sua caratteristica di paesaggio, è documento visivo di un certo interesse, perchè mostra il sistema di fortificazioni che contornava il Castel Nuovo prima dei lavori di isolamento condotti a fine Ottocento. La prospettiva esalta l’ampiezza dello spazio che si dilunga fino alla Lanterna, mentre all'interno del Castello è notevole la monumentale sala dei Baroni che racchiude la storia della congiura del 1487: infatti, alcuni dei baroni che poi congiurarono contro  Ferrante d'Aragona furono da lui invitati in questa sala per celebrare le nozze della nipote .In realtà si trattò di una trappola, i baroni furono arrestati ed alcuni di loro condannati a morte, Come tutti i castelli anche il Maschio angioino dispone di sotterranei e di tetre prigioni, tra cui, in particolare, quella soprannominata “ Cella del Coccodrillo “. La leggenda racconta, infatti, che la bestia veniva cibata… con i corpi degli amanti della Regina Giovanna che, dopo una notte d'amore, venivano presi dai suoi armigeri e buttati nella cella del coccodrillo.

Altro monumento da me studiato è la fontana di Via Medina, detta “ del Nettuno “,

la più monumentale della città costruita nel 1595/1599, periodo del Vicereame di Enrico Do Guzmàn .Alla realizzazione parteciparono Michelangelo Naccherino, Angelo Landi, Pietro Bernini, Domenico Fontana. La fontana ha cambiato diverse collocazioni: dopo la prima ,nei pressi dell'Arsenale, ( finita la fonte dell'Acqua ), nel 1629 fu portata nel Largo di Palazzo ma ci si accorse che intralciava le feste ed il passaggio dei cortei reali .

Dunque fu spostata a S.Lucia ed arricchita da Cosimo Fanzago ma nel 1647, durante la rivolta di Masaniello, fu’mutilat’ e depredata dal Vicerè Pedro Antonio D'Aragona   (soprannominato dal Popolo ‘O Mariuol’ ) . Restaurata nel 1675 ,fu spostata nei pressi del Molo grande sino alla fine del 1800  quando il Comune la fece collocare nella piazza della Borsa da cui, per i lavori della Metro, nel 2000 fu smontata e spostata in via Medina. I Napoletani che, come per ogni cosa abbreviano i nomi, la chiamano la fontana di Via Medina ma il vero nome è la fontana ‘ di Nettuno’, il dio che in alto dominala vasca. Un’ altra Fontana, “della Spinacorona”, soprannominata “la fontana delle zizze “ , è stata realizzata nella prima metà del cinquecento, commissionata dal Vicerè Don Pedro de Toledo all'architetto Giovanni da Nola: la bellissima opera scultorea mostra lo stemma di Carlo V che indica l'epoca di appartenenza, quando lo stile medievale cedeva il passo al Rinascimento. La sirena che domina la vasca rettangolare sgorga acqua dalle mammelle, acqua che vaa spegnere ilfuoco del Vesuvio posto sotto i suoi piedi,  

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di Redazione
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