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MOSTRA "GIOVANNI FRANGI - PASADENA"


MOSTRA 'GIOVANNI FRANGI - PASADENA'
26/09/2008, 17:09

Per la raffinata esposizione di Giovanni Frangi alla Gamud di Udine un finale più intenso non poteva esserci.
A chiudere la mostra dell'artista milanese sarà infatti Giovanni Agosti, il critico italiano oggi più celebrato internazionalmente per la stupenda mostra su Andrea Mantegna appena inaugurata al Grand Louvre.
L'appuntamento è per giovedì 2 ottobre, alle 18,30, presso la Galleria d'Arte Moderna di Udine (ingresso da piazzale Paolo Diacono 22), su invito del Sindaco della città professor Furio Honsell.
Giovanni Agosti interverrà presentando un suo recente scritto edito da Feltrinelli dedicato a "Giovanni Frangi alle prese con la natura", volume nel quale racconta le tappe della ricerca che Frangi, uno dei maggiori artisti italiani di oggi, ha intrapreso dentro la natura.
Un viaggio di cui ad Udine Frangi, con "Pasadena" presenta la più recente tappa. Il riferimento è ad una esperienza che ha come sfondo gli Huntington Botanical Gardens della città californiana, una delle più straordinarie ricostruzioni di ambienti naturali del mondo.
La serie di incisioni esposte alla GAMUD è stata realizzata ricorrendo alla particolarissima tecnica del carborundum, messa a punto da Frangi in questi ultimi tempi, in virtù dell'impiego di polvere di silicio al fine di ottenere nella stampa dell'incisione effetti materici e vellutati. La serie si concentra sulla forza espressiva di un non colore come il nero, una vera sfida dove entrano in campo tutte le potenzialità del segno, con i suoi spessori e i suoi contorni.
L'artista, come racconta Agosti nel suo volume, trova da tempo ispirazione principale nelle manifestazioni della natura. Frutto di questa decennale ricerca dell'artista sono state frutto le sequenze pittoriche "Il richiamo della foresta" in cui era stato ricostruito un bosco alpino, l'installazione "Nobu at Elba"a Villa Panza a Varese, costituita da un ambiente che restituiva la dimensione di una notte ai bordi di un fiume, fino ai più recenti "View Master", ovvero "scatole visive" dedicate ai disgeli dei ghiacci e alle grotte dei fondali marini, tutte opere che trasmettono un senso di appartenenza e un legame molto forte con Madre Natura.
Ma "Giovanni Frangi alle prese con la natura" non è solo la cronaca dell'evoluzione di un grande artista, del suo percorso.
Lungo il filo dei testi che gli ha dedicato l'amico Giovanni Agosti, si vede scorrere in presa diretta un pezzo di storia dell'Italia recente, tra città diverse (Roma, Firenze e soprattutto Milano). Ci sono molti paesaggi descritti e dipinti; molti libri, molti film; un po' di musica.
E', alla fine, la storia di un viaggio di due amici lungo un decennio, dove ricerca artistica e quotidianità vengono raccontate per tappe e punti a capo, "quasi un buon viatico per il mestiere più difficile: l'invecchiare con decenza".
Anche per questo, l'incontro con i due Giovanni, Agosti il critico, Frangi l'artista, proposto alla Gamud è più che un momento d'arte, è il farsi coinvolgere da due personalità profonde, brillanti, autonome: una occasione di quelle da cui si esce più ricchi. Il che non è poco.

 

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di Redazione
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