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MOSTRA: ISCHIA VISTA DALL'OCCHIO DELLA SCUOLA DELL'800 NAPOLETANO


MOSTRA: ISCHIA VISTA DALL'OCCHIO DELLA SCUOLA DELL'800 NAPOLETANO
26/07/2008, 15:07

 

 
La mostra, accompagnata dal pregevole catalogo curato da Rosario Caputo e Gaetano Sarnelli, sarà inaugurata sabato 2 agosto alle ore 19,00 in Villa Arbusto a Lacco Ameno.
“Questa mostra – sottolinea Restituta Irace, sindaco di Lacco Ameno – rappresenta per l’Isola d’Ischia uno degli eventi più prestigiosi della stagione culturale 2008: dalle vedute dell’Ottocento emerge un patrimonio turistico, paesaggistico e ambientale di ineguagliabile bellezza, da proteggere e incoraggiare”. “Ischia e Lacco Ameno, con la sua storia archeologica – aggiunge l’assessore al Turismo Anna Pia Sarnelli – grazie anche alle testimonianze artistiche dell’Ottocento, rappresentano la nostra identità culturale: ad essa dobbiamo riferirci per scommettere sul futuro”.
L’itinerario storico parte da un maestro di fine Settecento come Antonio Joli, con la sua “Veduta di Lacco Ameno”, e comprende una trentina di capolavori della pittura dell’Ottocento napoletano, da Giacinto Gigante a Pitloo, maestri della “Scuola di Posillipo”, a tutti i comprimari, da Salvatore Fergola a Gonzalvo Carelli, da Franz Vervloet a La Volpe, fino ad approdare, cronologicamente, a Marco De Gregorio ed ai maestri della Scuola di Resina. Questa mostra offre ai visitatori un itinerario preciso della memoria dei luoghi del secolo XIX, sotto varie prospettive di osservazione dell’Isola: dall’alto della collina di Sant’Alessandro sul porto, dall’antica strada borbonica, unica via di collegamento tra i vari borghi ischitani, e dal basso, per restituire l’osservazione di quelle insenature incontaminate. In questo percorso Salomon Corrodi raffigura la baia di San Montano da diversi punti di vista, “e ci sorprende ritrovare in queste opere – scrive Gaetano Sarnelli nel catalogo – la bellezza di quella luce accecante, la dolcezza di quel declivio del promontorio, la trasparenza del mare”.
Dopo l’Ottocento, nelle altre sale di Villa Arbusto si possono ammirare settanta opere di Luigi Crisconio, erede, nel Novecento, della migliore tradizione vedutistica ottocentesca.
La mostra vuole essere anche un omaggio, in occasione del centenario della nascita, al critico d’arte Paolo Ricci, uno tra i maggiori esperti della pittura del Novecento.
 
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di Giancarlo Borriello
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