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Mostre: a Napoli "il Teatro antico e le maschere"


Mostre: a Napoli 'il Teatro antico e le maschere'
10/09/2009, 13:09


Quasi ad ideale continuazione del Napoli Teatro Festival Italia, la Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e la Regione Campania Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali, nell’ambito del progetto 6 viaggi in Campania 2009, presentano al grande pubblico, presso gli spazi espositivi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Mostra Il Teatro Antico e le Maschere.
Proprio in occasione della conclusione della rassegna teatrale napoletana, giunta alla sua seconda edizione, i curatori della Mostra ripercorrono la storia delle origini del teatro, nella consapevolezza di come il teatro greco prima, quello romano poi siano all’origine del teatro occidentale.
Il teatro romano, diretta evoluzione del teatro greco, porta a compimento e consolida tutti gli aspetti delle tecniche teatrali create dai Greci - l'architettura dell'edificio, la drammaturgia, le pratiche dell'attore, l'allestimento scenico - perfezionandole e diffondendole in tutto il mondo allora conosciuto.
Gli apporti greci al teatro romano avvengono attraverso la Magna Grecia, la ricchezza delle sue città e l'intensa vita culturale che le anima. La vivacità delle farse fliàciche nei provvisori teatri di legno, le prime traduzioni di tragedie e commedie dal greco al latino, l'arrivo delle prime compagnie di attori professionisti dalla Grecia con le loro maschere ed i loro copioni tratti dai classici antichi segnano gli inizi del teatro a Roma.
Ma non bisogna dimenticare i contributi altrettanto essenziali degli Etruschi e dei popoli autoctoni dell'Italia. Lo storico Tito Livio fa risalire agli Etruschi l'ingresso dei primi attori a Roma e dagli Etruschi i Romani accettano termini fondamentali del lessico teatrale come hystrio (attore) e persona (maschera). E infine, dai popoli italici della Campania e del Lazio, i Romani carpiscono quella vena farsesca e satirica che distingue i loro primi esperimenti di un'autonoma drammaturgia.
La costruzione dei grandi teatri di pietra con le loro monumentali scenografie fisse caratterizza Roma e tutte le città romanizzate d'epoca imperiale. Ogni città che emerge per le sue ricchezze costruisce al centro del proprio spazio urbano, accanto ai templi e al foro, un edificio pubblico per gli spettacoli - teatro, anfiteatro, circo, stadio, odeon - e talvolta più d'uno. Attorno al solo bacino del Mediterraneo si conservano più di un migliaio di questi edifici.
Vitruvio nel suo De Architectura (I sec. a.C.) descrive i primi teatri di pietra romani di età augustea. A differenza di quelli greci, i teatri romani si presentano come edifici a pianta semicircolare, costruiti su terreno pianeggiante - cioè non appoggiati ad una collina come quelli greci, chiusi da mura perimetrali che collegano le gradinate per gli spettatori (cavea) con la scena monumentale (scaenae frons) e il palcoscenico (pulpitum). Questa soluzione permette di erigere i teatri in qualsiasi luogo e dunque anche nel centro delle città, facendoli diventare uno degli edifici pubblici principali della collettività. La «forma chiusa» del teatro romano, che rende possibile la copertura dell'intero edificio con tendoni (velarium) per riparare dal sole gli spettatori, si prefigura così come il prototipo dell'edificio teatrale moderno.
Quello del teatro è, infine, un mondo multiforme, fatto di danza, recitazione, canto, mimica, dotta cultura ma anche di sensualità, grasse risate e divertimento di massa.
Da una parte, le compagnie degli attori con le loro tecniche mimiche, i variopinti costumi, le grandi maschere, gli strumenti musicali e i testi drammatici, spesso rielaborati a partire dai modelli ‘alti’.
Dall'altra il pubblico, migliaia di spettatori, i più variegati, che considerano il teatro e gli spettacoli che vi si svolgono come il loro passatempo preferito.
Il percorso espositivo
Articolata in quattro sezioni, la mostra vuole guidare il visitatore alla conoscenza del teatro antico, grazie soprattutto alla presentazione dei numerosi materiali – soprattutto di età romana - presenti nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

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di Redazione
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