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Mostre: a Padova omaggio a Mino Rosso


Mostre: a Padova omaggio a Mino Rosso
23/09/2009, 09:09


Tra le infinite rassegne che il Centenario del Futurismo ha fatto fiorire in Italia e nel mondo, la mostra programmata a Padova, promossa dalla Regione Veneto e organizzata dal Comune, ha carattere di assoluta unicità. Affronta, ed è la prima volta che ciò avviene in modo così compiuto, il grande, affascinante tema della Scultura Futurista, trattato sino ad ora in modo episodico o come corollario alla pittura. In particolare, la mostra padovana indagherà in modo completo la figura di Mino Rosso (1904-1963) futurista e lo farà presentando ben 40 opere dello scultore piemontese insieme a documenti d'archivio e importanti inediti.
"Scultura Futurista. Omaggio a Mino Rosso" sarà ospitata nella Galleria Civica Cavour, dal 24 ottobre al 31 gennaio. La mostra è il fulcro del Progetto "Arte - Vita Futurista" ideato dall'artista Roberto Floreani, appassionato e studioso di questo Movimento, progetto da lui curato con Beatrice Buscaroli e Alessandra Possamai Vita.
"Arte - Vita Futurista" proporrà, nel più compiuto "stile futurista", una serie di "Azioni" (quarti d'ora di poesia futurista a sorpresa, serate declamatorie, azioni dinamiche in città) che durante il periodo della mostra animeranno le piazze, i mercati, le strade di Padova, proprio in quei luoghi, tra il Caffè Pedrocchi e il Ristorante Zaramella, che furono teatro di azioni e di assidue frequentazioni di Filippo Tommaso Marinetti e dei gruppi futuristi veneti, primo fra tutti il gruppo Savarè di Monselice, guidato prima da Corrado Forlin e poi dall'aeropoeta Ubaldo Serbo.
Sarà privilegiato e messo in evidenza l'aspetto popolare del Movimento.
Ventisei scultori e una novantina di opere saranno presentati in pieno stile futurista con un allestimento "povero", "sovraffollato", gioioso e tricolore: Balla fianco a fianco con Morigi, Depero con Cherchi, Thayaht con Bevilacqua, Dottori con Pacetti, Baldessari con Castellani, Mino Rosso con Tulli, Regina con Peschi, Farfa con Di Bosso, Delle Site con Cagli in un clima che tenterà di riportare al grande cuore del Movimento e al suo spirito fortemente popolare, evitando l'assoluta preminenza degli artisti più celebri sugli altri. Boccioni, indiscusso protagonista anche del Centenario e catalizzatore fino ad oggi di tutte le attenzioni dedicate alla scultura futurista, sarà la presenza tutelare della mostra e la sua gigantografia veglierà sul gesso colorato di Possamai, che lo incuriosì già nel 1911 in una mostra alla Famiglia Artistica di Milano,con un gruppo che poi confluirà in Nuove Tendenze". Un percorso vertiginoso di oltre trent'anni, che ricompatta il Futurismo dal 1909 al 1944 e che vede la scultura futurista, rianimatasi dopo la prematura scomparsa di Boccioni (1916), rappresentata dalla straordinaria leggerezza dinamica delle Linee di velocità di Balla (tutte presenti in mostra), alle accumulazioni di Baldessari, dalla giocosità di Depero e Dottori, alla solidità architettonica di RAM, Tato e Farfa, fino alla novità della donna-artista di Regina e Marisa Mori. Sarà anche documentata la straordinaria esperienza dei laboratori di Albisola che ci rendono le splendide opere ceramiche di Pacetti, Tullio e Torido Mazzotti, Munari e Bevilacqua, accreditate come sculture a pieno titolo già dalla Ricostruzione futurista dell'Universo dell'11 marzo 1915.
Mino Rosso godrà di un trattamento particolare, con oltre quaranta opere esposte. Rappresenterà simultaneamente due aspetti importanti all'interno della scultura futurista: la grande novità che portò la nascita dell'Aeropittura (Manifesto del 1929), di cui Rosso fu l'unico scultore firmatario, e la sua prolifica produzione scultorea, unica nel panorama futurista. La figura di Mino Rosso diviene quindi centrale perché dà quel corpo, quella consistenza, anche numerica, che la scultura futurista non ebbe mai e che lo rende alla storia come figura di assoluto riferimento nel periodo che va dal 1927 al 1939. E' un precursore della sintesi artistica che rianimò, con l'esuberanza complessa della Simultaneità, il Dinamismo Plastico di Boccioni. In "Arte - Vita Futurista" rientrano, oltre alla grande mostra, una Grande Serata futurista al teatro Verdi (il 17 novembre), sei "Quarti d'ora di poesia futurista", un convegno tematico, le serate di cucina e Tattilismo e altre azioni dinamiche "a sorpresa".

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di Redazione
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