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Movimento libero e autonomo scuole di formazione contro Assessorato al lavoro Regione


Movimento libero e autonomo scuole di formazione contro Assessorato al lavoro Regione
08/10/2012, 14:15

Corsi REC e RAC che si possono concludere in venti giorni. Un impegno costante degli allievi pronti a seguire lezioni per otto ore al giorno di fila. “E anziché insospettirsi di questi tempi – afferma il presidente del Movimento libero e autonomo delle scuole di formazione autofinanziate Luca Lanzetta – e ordinare ispezioni in questi enti che forniscono questi straordinari corsi di formazione, ci troviamo davanti a un burocrate che lo ritiene normale”.

 I corsi REC e RAC mediamente durano oltre i due mesi, mantenendo un ritmo di 4 ore al giorno per 5 giorni a settimana. “Ma anche arrivando a sei ore al giorno per sei giorni – continua Lanzetta – queste eccellenze sono irraggiungibili. Diciamolo, sono atteggiamenti del genere che favoriscono l'illegalità. Il solo pensare che enti possano offrire questi servizi vuol dire diventare complici di chi favorisce questa similformazione”.

Sia chiaro, su carta tutto ciò è possibile. Ma solo su carta.

Il tutto nasce da una risposta di un funzionario della Regione Campania ad alcune richieste delle scuole di formazione che esigono date di esami di abilitazione professionale fissate preventivamente ad inizio corso. Dopo l’ordine dell'assessore Severino Nappi di dar seguito alla richiesta delle scuole delegando il dottor Gargiulo, questi con circa due mesi di ritardo ha motivato l'impossibilità di esaudire queste richieste in quanto “questi corsi si finiscono entro venti giorni” con i ritmi di cui prima. “Inoltre – continua Lanzetta – il burocrate in questione avrebbe dovuto attenersi a quanto stabilito dall'assessore Nappi e dar seguito alle nostre sacrosante richieste. Mentre invece si è lasciato andare a considerazioni fuori dalla realtà. Con la conclusione che un corso di formazione può durare 20 giorni, ma per un esame di abilitazione professionale ce ne vogliono almeno il doppio”.

“A parte il fatto che il dottor Gargiulo è pagato dalla comunità per fare il Coordinatore d’Area e non la bella statuina di sale, noi qui stiamo parlando di corsi autofinanziati, dove gli allievi non vengono pagati (leggi FSE), ma pagano per frequentare un corso, avviare un lavoro o una professione o regolarizzarsi. Stiamo parlando di imprenditori che devono avviare un’attività economica, produrre lavoro per se e per altre famiglie, di persone che evidentemente non possono stare seduti nei banchi di scuola per otto ore al giorno per sei giorni consecutivi”.

“Quando arrivano in Regione siffatti orari, i burocrati che fanno? Girano gli occhi dall’altra parte e automaticamente diventa fautore della malaformazione, accettando e legalizzando i corsi fantasma?!”.

Ed è proprio questo che gli Enti di Formazione Professionale non vogliono che accada e stanno cercando con tutte le forze di combattere .

“La verità – conclude Lanzetta – è che i nostri interlocutori non sanno di cosa stiamo parlando. Leggono delle carte e, convinti che tanto basti, dettano ordini che non sono né in cielo né in terra. Sfido che qualcuno in assessorato ad esempio conosca i numeri della nostra formazione, con il quasi 100 percento di occupati a fine corso. Siamo una forza produttiva reale e i nostri burocrati non fanno altro che metterci il bastone tra le ruote”.

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di Redazione
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