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MULTICINEMA MODERNISSIMO: CALENDARIO DELLA RASSEGNA "CIAK SUL CINEMA TIBETANO"


MULTICINEMA MODERNISSIMO: CALENDARIO DELLA RASSEGNA 'CIAK SUL CINEMA TIBETANO'
20/10/2008, 17:10

ASIA Onuls, in collaborazione con il Centro Studi sul Buddhismo Università degli Studi L'Orientale e con il Multicinema Modernissmo, ha organizzato a Napoli il focus "CIAK sul cinema tibetano".
Nell'ambito delle iniziative volte alla promozione nel continente asiatico ed in particolare nei paesi dello Himalaya lo sviluppo economico, sociale, sanitario e culturale delle popolazioni e delle minoranze la cui sopravvivenza etnica e culturale è minacciata, ASIA con questo focus mira ad informare e sensibilizzare la società civile sulle problematiche del Tibet e del popolo tibetano della diaspora.
In particolare, i film e i documentari realizzati da registi tibetani emergenti presenteranno un quadro variegato e complesso dei problemi del loro popolo. Le tematiche trattate spaziano dalla questione tibetana nella cornice della diaspora in India e in Nepal, dove i giovani tibetani sono costretti a confrontarsi con fenomeni di ibridazione culturale e crisi di identità etnica, al dramma dell'assimilazione culturale nel Tibet occupato, dove le tradizioni reali vanno via via perdendosi di fronte alle leggi di mercato che trasformano usi e costumi del popolo tibetano in stranezze esotiche ad uso e consumo di un turismo spesso alla ricerca di facili esperienze new age.

PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI E TAVOLE ROTONDE.

CIAK SUL CINEMA TIBETANO
Da Mercoledì 22 a Domenica 26 ottobre
Multicinema Modernissimo - Via Cisterna dell'Olio, 49/59 - Napoli
Ingresso libero fino ad esaurimento posti. V.O. sottotitoli in italiano.


Mercoledì 22 ottobre ore 15.00, Sala 2
Incontro con i registi Kelsang Tsering Khangsar (India) e Kelsang Rinchen (India).
a seguire Proiezione di:
The Joy of Living, documentario di Kelsang Tsering Khansar, 2006, 52';
Tibetan Guerrillas in Exiles, documentario di Kelsang Rinchen, 2008, 32'
My Friend Jordhen, docu-fiction di Kelsang Tsering Khansar, 2008, 25'.
Le proiezioni saranno replicate nella sala Videodrome alle 19.30 e alle 22.00.
The Joy of Living (La gioia di vivere) è un film documentario sulla  storia della vita di Ani Sonam Tsering, un'anziana monaca buddhista tibetana che, da 30 anni, vive in maniera "poco convenzionale" a Dharamsala.Ha fatto della sua casetta un riparo per i cani randagi e, al contrario delle altre monache, non indossa la tonaca rossa e non passa il suo tempo recitando preghiere. Per più di 3 decadi, infatti, Ani si è dedicata a loro, sacrificando i suoi stessi interessi, e ha dato la vita a più di 100 cani. Il suo profondo senso di responsabilità e di sacrificio sono i pilastri portanti dell'intero film e mettono in risalto la forza di questa monaca che, arrivata alla sua età, deve fare i conti, oltre che con le sfide sociali dovute alla sua vita poco "ortodossa", anche con la povertà. Il film è un tentativo di analizzare l'innata natura dell'amore e della compassione, per far sì che essa sia compresa e realizzata da tutti gli esseri.
Tibetan Guerrillas in Exiles (Guerriglie tibetane in esilio) è un documentario, una veloce indagine sulle forze armate tibetane costituite nel 1962 dal governo indiano. Il film non intende essere un rapporto dettagliato dei segreti che circondano le forze armate tibetane ma, più che altro, è un tentativo di rendere noto un tema poco conosciuto ai Tibetani, agli Indiani e a tutto il mondo in generale. Le forze armate tibetane furono costituite come forze segrete e continuano a esserlo, non vi sono risorse governative o private reperibili. L'argomento trattato è considerato "scomodo" da molte persone.
My Friend Jordhen (Il mio amico Jordhen) racconta la storia di un ragazzo "particolare" che inizia improvvisamente ad essere ignorato da tutti i suoi amici. I numerosi tentativi di comunicare con loro falliscono miseramente. L'enorme frustrazione e deiezione lo portano a ritornare indietro sui suoi passi, ad analizzare il suo passato, agli avvenimenti che hanno caratterizzato la sua vita prima del triste cambiamento.

Giovedì 23 ottobre ore 15.00, Sala 2
Incontro con il regista Tsering Rhitar Sherpa (Nepal).
a seguire Proiezione di:
Karma, film di Tsering Rhitar Sherpa, 2006, 100';
The Spirit Doesn't Come Anymore, documentario di Tsering Rhitar Sherpa, 1997, 38'.
Le proiezioni saranno replicate nella sala Videodrome alle 19.30 e alle 22.00.
Karma è la storia di una monaca. In un monastero femminile del Mustang, una venerabile muore, lasciando i segni della sua rinascita nel prezioso regno umano. Per accompagnare la sua coscienza nella prossima rinascita, preghiere e rituali devono essere realizzati, ma il forziere del monastero è vuoto. Le monache più anziane decidono, quindi, di riprendere il denaro del monastero prestato in precedenza a un misterioso Tashi. Le due monache a cui è stata affidata la missione di recuperare il denaro sono Karma, una monaca dallo "spirito libero", e Sonam, una monaca che è esattamente il suo opposto, dedita unicamente allo studio. Tashi sembra inafferrabile e, sulle sue tracce, le monache valicano alte montagne, si imbattono in lande desolate, visitano città del peccato. La figura di Tashi è sempre più legata al mistero.una scoperta sorprendente attende la giovane Karma.
The Spirit Doesn't Come Anymore (Lo spirito non fa più ritorno) racconta la storia di Pao Wangchuk, 78 anni, è tredicesimo di un lignaggio ininterrotto di medium spirituali. L'unica fonte di disperazione per l'anziano sciamano è Karma, suo figlio maggiore, nonché suo erede spirituale, che sembra non essere adatto a continuare la missione del padre. Karma, come molti giovani moderni, è dedito all'alcool e alla "bella vita" e non riesce a far fronte alla richiesta di essere un guaritore spirituale. Nel conflitto fra padre e figlio, Pao è rammaricato dal fatto che Karma stia sprecando la sua vita, ed è angosciato dalla possibilità che il lignaggio familiare possa interrompersi. Ma Karma sembra non preoccuparsene.

Venerdì 24 ottobre ore 15.00, Sala 2
Tavola rotonda sul cinema tibetano.
Intervengono: I registi Tsering Rhitar Sherpa, Kelsang Tsering Khansar e Kelsang Rinchen, Valeria Donati (Responsabile del Settore Educazione allo Sviluppo di ASIA Onlus) e Mara Matta (Esperta di cinema tibetano).
a seguire Proiezione di:
The Silent Holy Stones, film di Wanma Caidan (Cina), 2005, 102';
The Grassland, corto di Wanma Caidan (Cina), 2004, 21'.
Le proiezioni saranno replicate nella sala Videodrome alle 19.30 e alle 22.00.
The Silent Holy Stones (Le silenti pietre sacre) è ambientato nella regione dell'Amdo: i monaci di un piccolo villaggio si apprestano a festeggiare l'anno nuovo e, mentre i più grandi preparano offerte, fumigazioni e incensi, i più piccoli sembrano essere distratti da un elemento che da poco ha fatto ingresso nella pace e nella tranquillità del monastero: la televisione. Una trama semplice, lineare ma ben costruita, fa immergere lo spettatore nella vita tranquilla, nell'atmosfera intima e rilassata di un remoto villaggio tibetano della provincia del Qinghai.
The Grassland (La prateria), uno dei primi esperimenti del regista Wanma Caidan, narra la storia di un piccolo villaggio della regione dell'Amdo. Il "microcosmo" qui ricreato si svela agli occhi dello spettatore, rendendolo partecipe della vita quotidiana di questa piccola comunità.

Sabato 25 ottobre, ore 19.30 e 22.00, Sala Videodrome
Proiezione di:
We're No Monks, film di Pema Dhondup (India), 2003, 129'.
We're No Monks (Niente monaci) è ambientato a Dharamsala, la "Piccola Lhasa". Piccola cittadina alle pendici dell'Himalaya nell'India del Nord, è il fulcro della comunità tibetana in esilio. Fra i conglomerati di case, uffici, istituzioni politiche e organizzazioni del governo tibetano, i rifugiati vivono con la speranza di poter fare ritorno in Tibet, un giorno o l'altro. Tuttavia, la generazione è cambiata e cambiati sono anche i sogni, i desideri e le aspirazioni della gente e, soprattutto, dei più giovani. Questa storia li riguarda da vicino. Il finale inaspettato e agghiacciante della storia dimostra come gli obiettivi personali governino non solo la vita, ma anche la morte.

Domenica 26 ottobre, ore 19.30 e 22.00, Sala Videodrome
Proiezione di:
We Homes Chaps, documentario di Kesang Tseden (Nepal), 2001, 50';
Dreaming Lhasa, film di Ritu Sarin e Tenzing Sonam (India/America), 2005, 90'.
We Homes Chaps esplora il fragile suolo sul quale convivono amore e odio. Un'insolita casa presbiteriana scozzese fu fondata all'inizio del secolo da un missionario nell'India britannica; al suo interno, accoglieva orfani, per la maggior parte bambini anglo-indiani indigenti e, in seguito, iniziò ad accogliere anche i bambini tibetani rifugiati e altre genti himalayane in disagio. Fornendo un'educazione fondata sui valori cristiani, era una casa per molti bambini che non avrebbero potuto permettersela. Ma era anche un universo a sé stante, una "istituzione totale". Perché la "Homes chaps" è una sorta di surrogato dei genitori, un'ancora e una fonte di attaccamento. Il film è una riflessione introspettiva e, al contempo, lirica sulla marginalità, sulla nostalgia, sulle prime esperienze e sulla natura dell'amore.
Dreaming Lhasa (Sognando Lhasa) è incentrato sulla figura di Karma, una regista tibetana di New York, che si reca a Dharamsala per realizzare un documentario sui prigionieri politici scappati dal Tibet. Nell'intento di sfuggire da una relazione disastrosa, vuole anche ricongiungersi alle sue radici. Uno dei personaggi intervistati da Karma, Dhondup, è un ex-monaco da poco scappato dal Tibet. Le confida che lo scopo principale della sua fuga è esaudire l'ultimo desiderio di sua madre: portare una scatola magica a un combattente della resistenza. Karma finisce per innamorarsi di Dhondup e la sua ricerca diviene un viaggio nel passato frammentato del Tibet, un viaggio alla scoperta di sé.


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di Redazione
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