Cultura e tempo libero / Cultura

Commenta Stampa

L'azienda ha deciso di licenziare il 67% dei dipendenti

Museo Madre: inizia la protesta dei lavoratori


.

Museo Madre: inizia la protesta dei lavoratori
16/09/2010, 15:09

NAPOLI – “La MADRE è sempre certa, il mio futuro no”: con questo, ed altri sarcastici slogan, i lavoratori del museo di arte contemporanea di largo Donnaregina hanno dato il via alla protesta contro la propria azienda. La Pierreci/Codess, questo il nome della società, ha deciso di licenziare il 67% del proprio personale in seguito ai tagli dei fondi regionali destinati alla gestione del Madre.
Se la situazione non si sbloccherà, lamentano i giovani che operano all’interno della struttura, tra meno di 15 giorni si ritroveranno per la maggior parte disoccupati. “Ci chiediamo come mai l’azienda non ha praticamente parlato di casa integrazione, ma direttamente di licenziamento”, racconta Marino Alaimo, assistente tecnico del Madre.
Una protesta pacifica ma vibrante, che tocca un nervo scoperto, quello della gestione regionale dei fondi destinati alla cultura: la cola, ravvisano i dipendenti, non è solo dei tagli attuali voluti dall’attuale presidente Stefano Caldoro, ma anche degli sprechi del passato: a giugno, infatti, è stata esaminata l’attività del museo nel biennio 2007-2009. Ne viene fuori un quadro desolante, fatto sì di eventi, serate, cene importanti, ma soprattutto di milioni di euro andati in fumo senza nessun, o quasi, tornaconto in termini di visitatori.
Eppure, il Madre potrebbe essere l’occasione per ridisegnare l’occasione turistica di un quartiere ricco di valori sociali da recuperare e di beni culturali da riscoprire. Basti pensare, che al suo interno ospita circa 80 opere permanenti, prestate a tempo indeterminato alla città, provenienti da collezioni di tutto il Mondo: Sonnabend di New York, Esposito di Napoli, Stein di Milano, Burri e l’Enea Righi, solo per citarne alcuni.
Alla manifestazione dei lavoratori di ieri hanno preso parte anche molti abitanti della zona: “Sosteniamo questi ragazzi e riteniamo fondamentale essere loro accanto” -  conclude Dino Tartaglia, Coordinatore del Comitato di Via Settembrini, la strada del museo – “ perché temiamo che, una volta calato il sipario sul Madre, anche la zona sarà abbandonata”.

Commenta Stampa
di Ornella d'Anna
Riproduzione riservata ©