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A New York non solo verismo italiano ma giovani talenti

Musica, Alberto Veronesi debutta alla New York Opera Orchestra


Musica, Alberto Veronesi debutta alla New York Opera Orchestra
24/10/2010, 12:10

Alberto veronesi commenta così il suo debutto come direttore musicale della New York Opera Orchestra: ''a New York voglio portare non solo il verismo italiano, che è il mio repertorio preferito, ma anche la musica dei giovani compositori che sono bravissimi e meritano un palcoscenico come quello della Carnegie Hall''.

Domani sera infatti Eve Queler, direttrice d'orchestra e fondatrice della prestigiosa istituzione musicale newyorchese, cederà lo 'scettro' al maestro italiano in una cerimonia-concerto alla Carnegie Hall di New York.

Veronesi dirigerà l'orchestra fino al 2014, nella 'Cavalleria Rusticana' di Mascagni e ne 'La Navarraise' di Massenet. Due atti unici che saranno rappresentati in forma di concerto, come da tradizione della Carnegie Hall, con un cast stellare che va dal tenore Roberto Alagna al mezzosoprano lettone Elina Garanca, dal soprano Maria Guleghina al basso Ildar Abdrazakov, russi entrambi.

''La compagnia fondata da Eve Queler - spiega il maestro Veronesi - in 40 anni di attività ha scoperto voci prodigiose come quella di Josè Carreras, Renè Fleming, Aprile Millo. Ma ha anche portato negli Usa un repertorio prima sconosciuto agli americani, come le opere di Smetana o di Janaceck, oltre al bel canto italiano che andasse al di là del 'Barbiere di Siviglia' e dell''Elisir d'amore'''.

''Il mio arrivo qui a New York - prosegue il maestro milanese che è anche direttore artistico del Festival pucciniano di Torre del Lago - è nato dalla comune passione per le opere rare o semisconosciute che mi lega a Eve Queler. Inoltre sono anche riconosciuto come uno dei massimi esperti del Verismo italiano, sul quale ho un progetto che porto avanti con l'etichetta discografica Deutsche Grammophon. A gennaio dovrebbe uscire la 'Fedora' di Giordano con Domingo, di recente ho inciso 'I Medici' di Leoncavallo, del quale c'è in arrivo anche il 'Mameli'. Tutti titoli che ho intenzione di proporre alla Carnegie Hall per fare conoscere agli americani questo grande e modernissimo periodo della musica italiana del Novecento''.

Non solo Novecento però. Per Veronesi è importante dare visibilità negli Stati Uniti a compositori italiani giovani di alto livello. ''Voglio portare alla Carnegie Hall opere di giovani musicisti italiani come Fabio Vacchi, Ivan Fedele, Luca Francesconi, per citarne solo alcuni. Tutti autori di grande livello che meritano un palcoscenico come questo''. ''E poi - conclude il maestro - l'italianità piace agli americani ma soprattutto ai newyorkesi. Non solo nella musica e nell'opera lirica, genere al quale l'Italia ha dato un contributo enorme. Non dimentichiamo che ogni giorno la metà delle 50 opere che vengono rappresentate nel mondo sono italiane. New York apprezza molto il gusto italiano che non è solo l'arte e la musica ma anche la cucina, il design, la moda. Ecco perché gli italiani hanno sempre grande successo qui''.

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di Fabio Iacolare
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